La Asl: «Mai autorizzata la cura Di Bella a Teramo»

TERAMO. «La Asl di Teramo precisa di non aver mai autorizzato nessun paziente ad usufruire della cosiddetta “cura Di Bella”». Un comunicato di poche righe per smentire seccamente quanto pubblicato l’a...
TERAMO. «La Asl di Teramo precisa di non aver mai autorizzato nessun paziente ad usufruire della cosiddetta “cura Di Bella”». Un comunicato di poche righe per smentire seccamente quanto pubblicato l’altro ieri dal quotidiano La Gazzetta di Modena, che riferiva una notizia fornita da Giuseppe Di Bella, figlio dello scomparo medico modenese autore della controversa cura per i tumori che porta il suo nome. Secondo il quotidiano, il protocollo di cura Di Bella sarebbe stato «accettato e richiesto da un centro oncologico collegato alla Asl di Teramo». La notizia ieri si è rapidamente diffusa sulla rete e di conseguenza la Asl ha deciso di fare un comunicato di smentita per sgombrare il campo da una serie di illazioni e falsi convincimenti che si sono diffusi sul web.
Peraltro alla Asl di Teramo non è collegato alcun centro oncologico, né pubblico né privato, una circostanza che da sola basterebbe a destituire di fondamento la notizia. Secondo Giuseppe Di Bella, le cui dichiarazioni sono state virgolettate nell’articolo della Gazzetta di Modena, «un’ammissione di questo tipo è senza precedenti nel nostro paese. Oramai l’osservazione clinica e le sentenze della magistratura si sono moltiplicate a un livello impressionante e anche la comunità scientifica deve prendere atto dei miglioramenti dei pazienti curati con MdB (multiterapia Di Bella, ndr)».
Il caso che si sarebbe registrato a Teramo - smentito dalla Asl - riguarderebbe una donna affetta da neoplasia al cervello, peraltro con una familiarità spiccata verso questa malattia. La donna, sempre secondo quanto riferito dal quotidiano modenese, avrebbe avuto sensibili miglioramenti da quando ha iniziato la cura Di Bella, tanto da ridurre del 50% la massa tumorale che, al contrario, era aumentata dopo la chemioterapia e la radioterapia a cui si era sottoposta in precedenza.
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