La Asl negò a Milani il via libera per interventi estetici

14 Giugno 2014

TERAMO. E’ l’anatomopatologo Giuseppe Sciarra a raccontarlo nel corso della sua deposizione in veste di consulente della pubblica accusa: nel 2010 l’allora primario Michelangelo Milani, 61 anni,...

TERAMO. E’ l’anatomopatologo Giuseppe Sciarra a raccontarlo nel corso della sua deposizione in veste di consulente della pubblica accusa: nel 2010 l’allora primario Michelangelo Milani, 61 anni, aveva chiesto alla Asl di poter effettuare interventi chirurgici estetici in ospedale, ma l’azienda sanitaria gli aveva risposto no. E’ la novità che emerge nella seconda udienza del processo in corso davanti al giudice Franco Tetto all’ex primario Milani accusato di aver svolto nella struttura pubblica interventi di chirurgia estetica non autorizzati e non coperti dal servizio sanitario nazionale. Inizialmente la procura aveva accusato il medico di abuso d'ufficio e peculato per aver effettuato nell'ospedale vibratiano gli interventi di chirurgia estetica, ma a maggio dell’anno scorso, al termine dell’udienza preliminare nel corso della quale il medico aveva scelto il rito alternativo dell’abbreviato, il gup Giovanni de Rensis aveva firmato un’ordinanza con la quale aveva rinviato gli atti al pubblico ministero, sostenendo che il reato commesso dal chirurgo fosse quello di truffa aggravata e continuata e chiedendo quindi una riformulazione del capo d’imputazione. Secondo l'accusa il primario, ora in pensione, avrebbe effettuato, facendo indebitamente uso della struttura sanitaria pubblica e dei suoi operatori, interventi di mastoplastica, ma anche di blefaroplastica (intervento con cui si ricostruiscono le palpebre), addominoplastica e modellamento: ovvero, interventi di chirurgia estetica non previsti nei Lea (livelli essenziali di assistenza sanitaria). La Asl si è costituita parte civile.(d.p.)

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