La banda dei self e dei bancomat tradita dai boxer messi sul viso

Sette arresti eseguiti dai carabinieri. I ladri romeni avevano la propria base a Giulianova Paese e una seconda a Tortoreto, colpivano banche e distributori in tutta Italia usando veicoli rubati
GIULIANOVA. Boxer da uomo al posto dei passamontagna. L’intimo maschile “mette a nudo” la banda romena con base teramana specializzata in furti con scasso a bancomat e distributori di carburante. Ieri all’alba i carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Ascoli Piceno, guidati dal capitano Nicola Gismondi, e quelli del reparto operativo, diretti dal maggiore Luigi Dellegrazie, tutti coordinati dal comandante provinciale Ciro La Volla, hanno eseguito un ordine di carcerazione, firmato dal gip di Ascoli Piceno Giuliana Filippello, nei confronti di sette romeni accusati di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di numerosi furti, alcuni dall’ingente bottino.
IL COVO A GIULIANOVA. La gang aveva la propria base logistica a Giulianova Paese e una seconda a Tortoreto ma colpiva in tutta Italia. Era specializzata nel danneggiamento di colonnine bancomat e self -service carburanti installati nelle aree di servizio, nonché nel furto di automezzi e casseforti all’interno di capannoni di aziende ubicate in diverse province da sud a nord della Penisola. Ed infatti, l’operazione dei carabinieri ascolani denominata Titirez (trottola in lingua italiana) è stata supportata dai carabinieri dei comandi provinciali di Teramo, Pavia e Padova. I banditi erano vere e proprie “trottole”, girovaghi iperattivi dediti alla commissione di reati contro il patrimonio. Con questo soprannome veniva chiamato dai soci, in particolare, uno degli indagati. Nel Teramano, i carabinieri ritengono possano essere gli autori di diversi furti con scasso per cui sono ancora in corso le indagini.
IL COLPO A OFFIDA. L’attività investigativa (coordinata dal sostituto procuratore ascolano Alessandro Destro) è partita dal furto del bancomat della Banca cooperativa Picena, filiale di Offida, del 15 ottobre 2014, dove i malviventi, dopo aver rubato un camion autocompattatore della “PicenaAmbiente”, hanno forzato la porta del vano in cui era posizionata la colonnina bancomat e dopo averla cinta con un cavo d’acciaio agganciato al camion l’hanno sradicata portandosi via poco più di 10mila euro. Dalle immagini si era notato il particolare dei boxer usati per coprire il viso.
INCASTRATI DAI BOXER. Durante un successivo controllo stradale a Monteprandone, i carabinieri si imbatterono in un’auto con a bordo alcuni romeni. Nel bagagliaio, i militari notarono arnesi da scasso e gli indumenti intimi maschili, collegando da questo particolare gli occupanti del mezzo al furto alla postazione bancomat di Offida. La banda agiva sempre in ore notturne e dopo aver raggiunto il luogo prescelto per l’incursione ed aver predisposto un servizio di copertura, rubava automezzi pesanti (camion della spazzatura, furgoni delle Poste Italiane ed altri) per scardinare il dispositivo preso di mira (bancomat o self-service) che veniva poi trasportato altrove per essere “spanciato”.
BANDA DECAPITATA A VASTO. I colpi venivano messi a segno con impressionante cadenza temporale e sempre con lo stesso modus operandi. Proprio il furto di automezzi e della colonnina del self service a San Salvo aveva permesso ai militari del nucleo investigativo del comando provinciale di Ascoli Piceno di attivare i colleghi della compagnia di Vasto e della sezione di polizia stradale di Pescara, che arrestarono parte della banda dopo un lungo inseguimento. Da qui la richiesta delle misure cautelari, una volta ricostruito il mosaico. Tre degli arrestati si trovano rinchiusi nel carcere di Teramo.
Alex De Palo
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