La battaglia contro la mafia di Ligabue e don Aniello

28 Marzo 2017

ROSETO. Due eventi sulla legalità in due giorni a Roseto per dare voce a chi combatte ogni giorno la mafia. Sabato scorso, al centro Piamarta, il cantautore Marco Ligabue ha raccontato la storia...

ROSETO. Due eventi sulla legalità in due giorni a Roseto per dare voce a chi combatte ogni giorno la mafia. Sabato scorso, al centro Piamarta, il cantautore Marco Ligabue ha raccontato la storia dell'imprenditore Benedetto Zoccola, commercialista di Mondragone, mentre domenica, nella parrocchia di Voltarrosto, c'è stato il ritorno del sacerdote don Aniello Manganiello.

Due uomini che si sono ribellati al sistema malavitoso e, con il loro coraggio, ogni giorno dicono no alla camorra. Marco Ligabue, insieme a Ismaele La Vardera, giornalista del programma "Le Iene", gira l'Italia incontrando gli studenti con il progetto "Il silenzio è dolo", dove racconta la storia di Benedetto Zoccola, assente a Roseto per motivi familiari. Benedetto Zoccola, commercialista di Mondragone, ha detto no alla richiesta di pizzo della camorra denunciando i suoi ricattatori. Per il suo rifiuto Benedetto ha subito dieci attentati, quello più tragico un anno fa, quando una bomba viene fatta esplodere sul davanzale della finestra del suo ufficio provocandogli la perdita permanente della vista a un occhio e dell'udito a un orecchio.

Don Aniello Manganiello è un sacerdote che oggi vive a Camposano, dove aiuta il parroco e prosegue il suo impegno contro le mafie in prima linea attraverso l'associazione che ha fondato, "Ultimi". Fino al 2010 è stato parroco di Scampia, poi rimosso per "avvicendamento naturale". Dal 1994 al 2010 don Aniello ha strappato alla manovalanza della criminalità organizzata tantissimi giovani. Usa comportamenti duri per combattere la malavita, per esempio si rifiuta di dare la comunione ai camorristi. Ha denunciato andando contro tutto e tutti, ha subito numerose minacce, ha rifiutato la scorta ma non si arrende. (l.v.)

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