La Bnl sui presunti ammanchi «Anche noi siamo danneggiati»
La direzione generale della banca fa sapere di avere avviato da tempo un’indagine interna e di avere presentato a sua volta una denuncia contro ignoti. Sospesa una dipendente
TERAMO. Da quando è emerso il caso dei presunti ammanchi in alcuni conti correnti la banca è subito intervenuta. Lo fa sapere la direzione generale della Bnl in riferimento alle vicende che riguardano la filiale teramana di piazza Orsini. Sono due finora le denunce-querele presentate da altrettanti correntisti – e in entrambi in casi si tratta di anziani pensionati – i quali affermano che i loro conti sono stati svuotati attraverso operazioni di cui non erano mai venuti a conoscenza, ma non è escluso che si possano essere verificati altri episodi analoghi.
La banca fa ora sapere di essersi mossa subito, avviando un’ispezione interna e presentando una denuncia alla procura della Repubblica. Iniziative prese già dal mese di novembre, quando sarebbero emersi i primi sospetti in seguito al reclamo di alcuni clienti. E non è tutto: la banca fa anche sapere di avere avviato per tempo un procedimento disciplinare nei confronti di Tiziana Balducci, la dipendente indicata dai clienti che avrebbero subito gli ammanchi come l’impiegata con la quale si rapportavano per la gestione dei loro conti. Questo non significa che siano stati formulati addebiti generici o specifici nei suoi confronti: la banca ha avviato solo un’azione disciplinare, mentre la denuncia è stata presentata contro ignoti, così come contro ignoti sono dirette le denunce dei correntisti. Sta di fatto che l’azione disciplinare si è concretizzata in un allontanamento dal servizio della dipendente, in attesa di fare chiarezza sulla sua posizione. Un provvedimento preso dalla banca poco prima che la donna si allontanasse da casa il 23 novembre scorso, per poi essere ritrovata cinque giorni dopo a Bologna, giorni in cui tutta la città seguì con apprensione la vicenda della sua scomparsa. La cronologia degli eventi sembra suggerire una relazione tra i due fatti, ma su questo aspetto non vi è alcuna conferma.
In una delle due denunce-querele presentate dai correntisti si fa riferimento a una sorta di “liberatoria” fatta firmare all’anziana cliente della banca in cui questa dichiara di essersi sempre rapportata con la stessa impiegata per la gestione del suo conto, oltre a fornire alcune notizie sui prelievi effettuati dalla cliente stessa e sul fatto di non aver mai posseduto libretti di risparmio e carte bancomat. A tale proposito la direzione generale della Bnl tiene a precisare che non si tratta assolutamente di una liberatoria – che, per come è formulata, non avrebbe alcun valore giuridico in tal senso – ma solo una sorta di verbale che consente alla banca di limitare il campo di indagine per ricostruire tutte le operazioni contestate.
Un lavoro che richiede molto tempo, anche perché i movimenti sui conti compiuti ad insaputa dei clienti sarebbero stati effettuati nel corso di alcuni anni. Un lungo arco di tempo in cui ritrovare i documenti originali di cassa e verificare se le firme apposte su tali documenti siano effettivamente false come sostengono i querelanti. Un’indagine che sarà eseguita minuziosamente, assicura la direzione generale della Bnl, perché la banca si considera anch’essa vittima di questa situazione e danneggiata al pari dei clienti.
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