La burocrazia blocca da più di un anno il parco giochi Team

21 Marzo 2018

Dovrebbe sorgere lungo il parco fluviale del Vezzola ma senza permessi è impossibile installare le strutture

TERAMO. In un Paese che muore di burocrazia può anche succedere che passi più di un anno per installare dei giochi per bimbi in un parco pubblico. Sta accadendo a Teramo, dove il 16 marzo dell’anno scorso il presidente della Teramo Ambiente spa Pietro Bozzelli annunciava alla stampa che la partecipata del Comune che si occupa di igiene urbana e cimiteri aveva “adottato” un pezzo del parco fluviale del Vezzola, il più centrale: la spianata dei laghetti sotto circonvallazione Ragusa. «Qui installeremo dei giochi per bimbi, dei cartelli e delle panchine fatti tutti in plastica riciclata», diceva Bozzelli, aggiungendo che un addetto della Team con contratto part-time si sarebbe occupato della pulizia quotidiana del parco giochi.
Ebbene, un anno e cinque giorni dopo quei giochi e quegli arredi giacciono ancora in un angolo del centro di trasferenza della Team a Carapollo. Perché non sono mai stati installati? Perché un anno fa gli uffici comunali hanno detto che in un’area di lungofiume, soggetta a vincolo paesaggistico, doveva esserci l’ok della Sovrintendenza regionale. Questo ok ha tardato ad arrivare, e sui motivi del ritardo nulla si conosce ma è forse meglio stendere un velo pietoso, perché tanta lentezza non appare giustificabile per un parere così banale. Circa un mese fa i tanto attesi permessi sono arrivati in Comune, ma il Comune non ha ancora dato il via alla Team per l’installazione.
Può darsi che in questa gara di lentezza abbia contato l’assenza, dal dicembre scorso in avanti, di un’amministrazione comunale; o può darsi di no. Resta una spiacevole sensazione. Di sfascio totale, di presa in giro dei cittadini.
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