La cabinovia chiude: negato il certificato sul rischio valanghe

La decisione getta ombre sulla prossima stagione invernale Finori: «Non mi arrendo, sono fiducioso di poter riaprire»
PIETRACAMELA. La cabinovia Prati di Tivo-Madonnina è ferma da ieri. Si fa in salita la strada per la riapertura nella stagione invernale: il Coreneva ha negato il certificato di immunità dalle valanghe anche alla luce della mancata integrazione della documentazione richiesta al gestore Marco Finori che, però, dichiara di non arrendersi.
Ultimo giro, ultima corsa per la cabinovia della Madonnina che domenica scorsa, grazie all’autorizzazione di 24 ore del Coreneva, il comitato tecnico studio neve e valanghe della Regione, ha potuto funzionare nonostante l’autorizzazione estiva temporanea a far girare l’impianto fosse scaduta il giorno prima, il 30 settembre. Una concessione richiesta dallo stesso Finori in vista dell’Aperistreet, la festa-aperitivo con musica organizzata nella stazione per chiudere l’estate che ha richiamato migliaia di persone da tutta la provincia e oltre, che si sono intrattenute fino al tardo pomeriggio nel piazzale dell’hotel Miramonti e con tanti passaggi sull’impianto. Poi tutto si è fermato: una doccia gelata per il gestore, che aveva dichiarato l’intenzione di proseguire in autunno e soprattutto in inverno. Ma il verbale di seduta del Coreneva è chiaro e butta ancora incertezze sulla prossima stagione invernale, che sarebbe l’ennesima con gli impianti chiusi. «Alla data della presente non risulta pervenuta dalla Marco Finori srl alcuna documentazione integrativa richiesta», riporta il documento, che solleva alcuni dubbi sul piano anti-valanghe, elenca una serie di interventi richiesti a Finori sull’applicazione del piano di gestione e conclude: «Il Comitato delibera all’unanimità di non rilasciare il certificato di immunità per l’impianto». Finori, però, non si arrende, si dichiara fiducioso e replica: «Sono sereno perché abbiamo incaricato l’azienda leader per lo studio di questa documentazione. Ed è la stessa azienda che rilascia le abilità per operare in questo settore. Stiamo approfondendo quanto accaduto con tecnici e legali con l’obiettivo di riaprire l’impianto il prima possibile. So che si sono criticità su tutto il versante, comprese le piste e gli altri due impianti, ma il problema maggiore per la riapertura, quindi per la sicurezza, è la mancata ricollocazione degli obelix da parte della Provincia». (a.d.f.)
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