«La casa del brigante va resa visitabile»

ROCCA SANTA MARIA. Lo storico teramano Elso Simone Serpentini ha lanciato sui social un appello a valorizzare la casa natale di Santuccio di Froscia, celebre brigante del Seicento, visitata durante...
ROCCA SANTA MARIA. Lo storico teramano Elso Simone Serpentini ha lanciato sui social un appello a valorizzare la casa natale di Santuccio di Froscia, celebre brigante del Seicento, visitata durante un recente evento culturale che si è svolto nella frazione Cesa di Rocca Santa Maria.
«La costruzione», scrive Serpentini, «secondo i locali risale addirittura al Duecento ed è rimasta quasi come l'ha lasciata Santuccio (ovviamente molto rovinata) per il timore che si aveva del personaggio. Quando Santuccio si costruì poco più a monte, a distanza di circa duecento metri, una nuova casa (oggi modernizzata e abitata), vi andò a vivere destinando a vivere nella sua casa natale i suoi venti servi. Successivamente si trasferirà nella rocca di Boceto di Campli, avuta in eredità dal prozio Marco Sciarra (celebre brigante del Cinquecento) che fortificherà (oggi ne sono rimaste poche e dirute vestigia). Oggi la casa natale di Santuccio è "res nullius", non è di proprietà di nessuno. Io se fossi il sindaco di Rocca Santa Maria la acquisirei dal demanio, la farei solo aggiustare un poco, quel poco che basta per renderla visitabile, e la lancerei sul mercato turistico come la "casa natale del brigante Santuccio di Froscia". Secondo me», conclude Elso Simone Serpentini, «attirerebbe molti turisti».

