La casa del pittore Cermignani è destinata a diventare un museo

15 Agosto 2024

Il Comune ha avviato con fondi sisma i lavori di ristrutturazione dello stabile da tempo in abbandono Qui l’artista, a lungo vissuto in Francia, tornò con le sue opere a trascorrere gli ultimi anni di vita

GIULIANOVA. Sono iniziati nei giorni scorsi i lavori per la ristrutturazione della casa museo “Vincenzo Cermignani”, in via Piave a Giulianova Paese. «L’intervento è possibile grazie a tre milioni di euro del fondo sisma», spiega il vice sindaco e assessore ai lavori pubblici, Matteo Francioni, «e la nostra intenzione, sul medio termine, è di crearci un museo».
Nato nel 1902 nel rione La Rocca di Giulianova, Cermignani (scomparso nel 1971) fu un pittore, attivo e noto soprattutto in Francia. Fin da adolescente sviluppò la sua coscienza politica e sociale, che lo vide prima segretario dei giovani socialisti, poi aderente a circoli anarchici e attivo antifascista. Negli anni Trenta andò esule in Francia e durante la guerra fu un collaboratore della Resistenza francese. Quando decise di tornare definitivamente nella sua Giulianova, nel 1967, portò con sé il suo patrimonio artistico e molte delle sue opere sono state esposte nella casa museo che ora è oggetto di ristrutturazione.
Cermignani è stato un anarchico, e per questo davanti all’edificio nei giorni scorsi è apparso un cartello del gruppo anarchico Campetto Occupato con su scritto “un museo per casa Cermignani”. «La casa da tempo era in abbandono, dopo che era stata un museo con le opere del pittore», scrive in una nota Campetto Occupato, «la proprietà dello stabile è della famiglia Cerulli, che a fine anni ‘60 permise a Cermignani di trascorrere gli ultimi anni della sua vita nella sua città. Lo stato di abbandono in cui versa lo stabile l'abbiamo rimarcato più volte nel tempo, anche durante le commemorazioni in ricordo di Cermignani, sotto quel palazzo o al cimitero, al cui ingresso c'è la tomba del pittore recante la scritta “né Dio né Stato”, com’era nelle sue volontà». Campetto Occupato sostiene che «in quello stabile erano conservate molte opere di Cermignani e sono state archiviate, ma ci è stato riferito anche che molte carte e roba vecchia sono state buttate. In cosa consisteva tutto ciò che è stato buttato? Questa selezione è giusto sia stata fatta solo dagli eredi Cerulli, e in base a quali criteri?».
Gli anarchici attivi a Giulianova contestano anche che la ristrutturazione dello stabile avverrà attraverso i soldi del sisma. «Fa un po' ridere la cosa», scrivono, «per chi conosce un po’ il territorio e sa come se la passano le zone interne. Persone ancora senza una casa e paesi ancora semidistrutti, e vengono destinati tre milioni di euro (presi dal fondo terremoto) per uno stabile in disuso da anni, e sulla costa in cui è ben noto non vi sono stati danni. Infine, una volta ristrutturato quello stabile, che funzione avrà? Per noi deve tornare ad avere la funzione di museo».
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