La Cassa depositi e prestiti finanzia i progetti teramani

Lo ha annunciato il vice presidente dell’istituto Nuzzo in un incontro alla Fondazione Tercas con i sindaci
TERAMO. Nuove opportunità di finanziamento per il Teramano arrivano dalla Cassa depositi e prestiti. A illustrarle è stato ieri mattina il vicepresidente dell’istituto Mario Nuzzo nel corso di un incontro con i sindaci dei principali comuni della provincia. La riunione si è tenuta nella sede della fondazione Tercas per iniziativa della presidente Enrica Salvatore che ha invitato il suo predecessore a illustrare le iniziative messe in programma dalla cassa depositi e prestiti. Nuzzo dunque è tornato negli uffici di palazzo Melatino che aveva lasciato a luglio dell’anno scorso, quando ha assunto il nuovo incarico, per sottolineare la consistenza dell’iniziativa messa in campo dall'istituto. I Comuni, infatti, potranno accedere a finanziamenti per la realizzazione di progetti in settori strategici come le infrastrutture, la mobilità, il turismo e i servizi. Oltre alle finalità a cui sono destinati i fondi, nel corso della riunione Nuzzo ha illustrato anche modalità operative per ottenerli attraverso la presentazione di proposte che abbraccino e integrino tra loro il più ampio numero possibile dei settori d'intervento. Per questo il sindaco di Teramo Maurizio Brucchi ha lanciato la proposta di creare una rete di Comuni per l’elaborazione di un piano che metta insieme esigenze diverse a cui l’iniziativa della Cassa depositi e prestiti può dare risposta. «Si tratta di un’occasione importante per ridare slancio al territorio», evidenzia il primo cittadino teramano, «partendo dalla condivisione di obiettivi strategici e degli strumenti necessari per raggiungerli». Brucchi pensa in particolare allo sviluppo turistico come fulcro di un progetto che coinvolga più Comuni e possa essere realizzato tramite i finanziamenti presentati da Nuzzo. Intorno a questo tema di riferimento, dunque, a detta del sindaco si potrebbero costruire proposte che interessano il potenziamento delle infrastrutture, a partire da quelle che offrono accoglienza ai turisti in città, o della mobilità verso le località turistiche. «La Fondazione avrebbe un ruolo di collegamento tra i Comuni», conclude Brucchi, «farebbe da ente regolatore degli interventi». (g.d.m.)
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