La Cgil: «A scuola poco organico Covid»

Il sindacato denuncia la carenza dei docenti nominati a supporto per l’emergenza sanitaria
TERAMO. Al pochi giorni dalla riapertura dell’anno scolastico la segreteria provinciale della Flc Cgil lancia l’allarme sui numeri. In particolare, denuncia le poche immissioni in ruolo di docenti e personale Ata e la carenza del cosiddetto organico Covid, ovvero insegnanti chiamati a supporto proprio in considerazione dell’emergenza sanitaria. «Quest’anno le supplenze dei docenti supereranno a livello nazionale le 200mila unità», scrive il sindacato, «e lo stesso discorso vale per il personale Ata con oltre 30mila supplenze. Una situazione che in provincia di Teramo comporterà almeno 650 nomine annuali di cui 450 docenti e 200 Ata».
Intanto nel Teramano proseguono le nomine annuali per coprire tutti i posti disponibili. Martedì sarà la volta delle scuole superiori. «Purtroppo», scrive la Flc Cgil, «queste nomine non basteranno perché il cosiddetto organico Covid non ha rispettato le richieste delle scuole. Sono troppo pochi i 78 docenti per l’infanzia, i 47 per la primaria, i 24 docenti per le scuole secondarie di I grado e i 51 per il II grado. Come sono ancora pochi i posti per i collaboratori scolastici che andavano potenziati per rafforzare la vigilanza, in un periodo così delicato. Stranamente assenti da questo organico aggiuntivo gli assistenti amministrativi, pilastro delle segreterie scolastiche, così come non vengono presi in considerazione gli assistenti tecnici nel primo ciclo d’istruzione, pur essendoci laboratori in ogni scuola». Secondo il sindacato «le misure messe in atto dall’amministrazione dovevano essere più coraggiose. Un sistema di reclutamento lento e farraginoso da anni sta bloccando il ricambio generazionale nelle scuole. Occorre ricondurre a organico di diritto quello consolidato negli anni nell’organico di fatto sia per gli Ata sia per i docenti».
La Cgil invita «a non spegnere i riflettori sulla scuola. Occorre battersi (a partire dall’utilizzo delle risorse europee) per l’eliminazione della povertà educativa nelle nostre aree, per la generalizzazione della scuola dell’infanzia, l’aumento del tempo scuola, la fine delle classi numerose, un’edilizia scolastica moderna, la banda ultra larga per ogni scuola». Per il 26 settembre a Roma è prevista una manifestazione del mondo della scuola.
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