La Cgil: all’ospedale Val Vibrata pochi medici e macchinari vecchi

Il sindacato descrive le necessità del presidio: scarseggiano gli infermieri e gli operatori socio-sanitari Medicina e ortopedia sono senza primario, Tac spesso rotta e un solo ecografo per tante richieste
SANT’OMERO. La Fp Cgil soddisfatta del riconoscimento della qualità dei servizi dell’ospedale Val Vibrata di Sant’Omero ma sostiene che, ora, bisogna dare ossigeno ai reparti. Antonio Macrillante, della Cgil ospedaliera, stende l’elenco delle necessità reparto per reparto. «Nel reparto di ortopedia mancano almeno due medici e cosa più importante, manca, da alcuni anni, un primario. La traumatologia, pur cancellata, viene mantenuta in vita grazie al sacrificio dei pochi ortopedici rimasti. Quanto a medicina, cinque anni fa, al reparto venne accorpata geriatria che portò alla riduzione dei posti letto a discapito della popolazione e degli altri reparti che sopperiscono con letti di appoggio. I medici in servizio sono sei, due dei quali andranno in pensione nel giro di un anno, e devono coprire turni, guardie interdivisionali e consulenze extra-reparto. Il primario manca oramai da un anno».
Quanto a pediatria, da troppo tempo personale medico ridotto a poche unità con medici che vengono saltuariamente da Teramo. Altra criticità sta al pronto soccorso il cui personale medico è al di sotto del numero necessario a coprire i turni sia di pronto soccorso che di 118 (6 medici in tutto più 2 mai sostituiti). «Qui si fanno quasi 3000 prestazioni annue nonostante Sant’Omero sia carente di reparti specialistici, mentre per le consulenze occorre utilizzare il poco personale per le trasferte a Teramo», afferma Macrillante, «quanto alla radiologia, sono rimasti due radiologi. Ciò si ripercuote sia nelle liste di attesa che nella consegna dei referti. A tutto questo, va aggiunta la carenza cronica di personale infermieristico (- 30 unità), Oss (- 40 ) e autisti di ambulanza il cui servizio è praticamente esternalizzato». La Cgil denuncia che molte attrezzature sono ormai obsolete e datate. «L’unica Tac spesso è rotta. In tutta Italia lavorano apparecchiature all’avanguardia, qui no. C’è un solo ecografo da condividere fra tutti gli specialisti della struttura. E’ ormai vecchio di decenni mentre carrozzine e barelle sono spesso rotte e in manutenzione», sottolinea Macrillante, «Chiediamo che nel piano di acquisto si preveda una risonanza magnetica che possa in parte abbattere la mobilità verso strutture private nelle Marche. Siamo convinti, a proposito di mobilità passiva, che il progetto di utilizzare i distretti periferici abbia fallito perché non ha ridotto le liste di attesa. Anzi, il contemporaneo utilizzo del personale ospedaliero in “progetto di libera professione” ha prodotto liste più lunghe alimentando la politica delle prestazioni a pagamento. Altro problema è l’assistenza domiciliare sul territorio: ci sono solo due infermieri di ruolo e infermieri ospedalieri a progetto impossibilitati per numero a dare risposte decenti a chi soffre, costringendo a ricoveri impropri».
L’assessore regionale Dino Pepe, all’inaugurazione delle sale parto, ha garantito il suo sostegno per il rilancioo del “Val Vibrata”. «Il confronto con due assessori regionali (Silvio Paolucci alla sanità, ndr) nasce proprio dalla necessità di tutelare la sanità locale e rispondere alle criticità».
Alex De Palo
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