La Cgil: «Cacciate la cooperativa Agorà»

18 Novembre 2016

Stipendi in ritardo agli operatori, richiesta di rescindere il contratto ai sindaci e all’Ambito sociale

GIULIANOVA. La Cgil Fp chiede all’Ambito sociale Tordino e ai sindaci di Giulianova, Mosciano e Bellante, la rescissione del contratto per gravi inadempienze con la cooperativa L’Agorà, che continua a non pagare i dipendenti.

In passato, i lavoratori avevano accumulato anche cinque mesi senza stipendio. La missiva, firmata da Amedeo Marcattili, segretario provinciale Cgil Fp, è indirizzata anche al prefetto di Teramo, al quale la stessa organizzazione sindacale si era rivolta in passato per cercare di sanare la difficile situazione. «La cooperativa L’Agorà Toscana», si legge nella nota, «vincitrice di una gara d’appalto per servizi domiciliari ad anziani e diversamente abili, non rispetta il capitolato dove si dice che devono retribuire i lavoratori a prescindere dall’erogazione della fatture». La situazione, spiega il sindacalista, si protrae da diverso tempo tanto che, in alcuni periodi, si è attivati a superare le 5 mensilità arretrate nei confronti dei dipendenti, che forniscono servizi socio-assistenziali nei tre Comuni consorziati dell’Ambito Tordino, appunto Giulianova, Mosciano Sant’Angelo e Bellante.

«I dipendenti», continua Marcattili, «anticipano i costi del carburante per raggiungere a domicilio i cittadini assistiti. Siamo arrivati all’assurdo che i lavoratori non percepiscono quanto dovuto dalla cooperativa ma la stessa si vanta pubblicamente, con articoli sulla stampa toscana, di approvare il bilancio 2015 con oltre 41 milioni di fatturato e di avere 350mila euro di utile. Per le motivazioni sopra riportate chiediamo all’Ambito sociale e ai Comuni consorziati, come abbiamo anche fatto in passato, di non essere complici di tale irregolarità e di conseguenza rescindere il contratto per gravi inadempienze del datore di lavoro, salvaguardando i livelli occupazionali e i servizi all’utenza». La situazione va avanti dall’inizio di quest’anno: a febbraio e a maggio, infatti, i lavoratori avevano già incontrato il prefetto, ma senza risultati. A maggio, addirittura, i dipendenti avevano scioperato manifestando davanti ai Comuni soci. Nausicaa Cameli, vicesindaco di Giulianova con delega al sociale, anche a nome degli altri colleghi, aveva ribadito vicinanza ai 26 dipendenti. Il Comune di Giulianova, allora, aveva erogato 165mila euro e fatto sapere che era stata attivata la procedura giudiziaria per riuscire a ottenere le somme stanziate e dovute dalla Regione, cioè quasi 380mila euro. I lavoratori erano comunque tornati a lavoro, ma, ad oggi, la cooperativa, come denunciato dalla Cgil, non è ancora in pari con gli stipendi. (mt)

©RIPRODUZIONE RISERVATA