La Cgil: da Potenza accuse volgari

9 Aprile 2015

Colledara, il M5S dubita della chiusura: «Perché allora investe?»

COLLEDARA. Ancora non si spegne l’eco del servizio delle Iene sul prosciuttificio di Colledara e della dura presa di posizione di Sandro Potenza, titolare della società che ha preso in affitto dalla Crudi d’Italia lo stabilimento. L’imprenditore si è dichiarato stufo delle polemiche ma anche di pressioni di partiti e sindacati per le assunzioni.

Dopo la replica della Fai Cisl che esige le scuse di Potenza, intervengono, con due note distinte, il Movimento 5 stelle e la Flai Cgil. «Se davvero la proprietà fosse stanca e pronta a chiudere, perché mai avrebbe investito in lavorazioni che richiedono un ciclo produttivo di oltre 12 mesi? », scrive il M5S di Montorio, «le abilitazioni all'export in Usa e Giappone, di cui l'attuale proprietà si vanta, sono le medesime utilizzate dalla Crudi d'Italia e sono state “ereditate” dalla Potenza srl, in continuità con la precedente gestione».

Corrado Peracchia, segretario della Flai Cgil ritiene che Potenza abbia tirato «in ballo in maniera volgare i sindacati e la politica» senza il dovuto rispetto che l’argomento richiede. «L'operazione che ci ha visto contrari e che ha leso i diritti e la dignitàdei lavoratori è stata messa in atto dalla Crudi d'Italia e dalla Potenza srl, con il trasferimento d'azienda, intervenuto all'inizio del 2014, nella procedura concorsuale per la ristrutturazione del debito, avviata dalla Crudi. E' scorretto parlare di assunzioni imposte dalla politica e dai sindacati, come fa Potenza, il quale dovrebbe ricordare che il sindacato si è reso disponibile a ricercare soluzioni che garantissero il personale, nel trasferimento d'azienda, come previsto dalla normativa, in un’ottica di assoluta trasparenza e di obiettività, che per scelta aziendale non c'è stata. Questo è l'errore commesso: non aver voluto seguire procedure per la tutela di tutti i lavoratori, attuando il trasferimento d'azienda in un'ottica di mero abbattimento dei costi a danno dei lavoratori. La Flai Cgil ha da tempo avviato le azioni legali per tutelare gli interessi dei lavoratori: non c’è stata alcuna disponibilità dell'azienda a seguire le procedure sindacali previste dalla legge». (a.f.)

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