La Cgil: «Fate ripartire prima le prestazioni non a pagamento»

27 Giugno 2020

TERAMO. “Prestazioni Asl Teramo: dopo l’emergenza garantire e ripristinare prestazioni ed esami pubblici”. S’intitola così la lettera aperta inviata ieri al direttore generale della Asl di Teramo e...

TERAMO. “Prestazioni Asl Teramo: dopo l’emergenza garantire e ripristinare prestazioni ed esami pubblici”. S’intitola così la lettera aperta inviata ieri al direttore generale della Asl di Teramo e agli organi di informazione dal segretario della Funzione Pubblica Cgil Teramo Pancrazio Cordone e dal segretario provinciale della Cgil Giovanni Timoteo.
I due sindacalisti rilevano che la Asl teramana «si è avviata verso un recupero delle normali attività sanitarie» e citano quanto pubblicato sul sito istituzionale dell’azienda: «Con l’Ordinanza regionale n° 55 del 5.5.2020, è stata disposta la ripresa delle attività ambulatoriali, nel periodo intercorrente tra l’11 e il 18 maggio, inclusa la chirurgia ambulatoriale, delle strutture pubbliche e private autorizzate e accreditate, consentendo l’erogazione di visite ed esami in classe di priorità D (Differibile). Inoltre, vengono riattivate le prenotazioni per la libera professione intramuraria e saranno, altresì, garantiti i test diagnostici correlati agli screening oncologici di 1° e 2° livello. Restano ancora sospese le prestazioni ambulatoriali in classe di priorità P (Programmata)». Ebbene, la Cgil sostiene che «la ripresa dei servizi ambulatoriali è stata caratterizzata da una doppia velocità: mentre sono da subito disponibili per il cittadino le prestazioni “libero professionali intramurarie”, cioè le prestazioni a pagamento, le prestazioni che chiameremo ordinarie per le quali è previsto il pagamento del solo ticket tardano a tornare alla normalità».
Cordone e Timoteo si chiedono: «Tale circostanza è frutto di una programmazione? Dettata da priorità? Da valutazioni organizzative di cui ci sfuggono i contenuti? Potrebbe essere utile un percorso partecipativo per cui il cittadino ha coscienza del perché è posto di fronte alla scelta di accedere alle cure a pagamento o, purtroppo come sempre più di frequente accade, di dovervi rinunciare per ragioni economiche, minando così i principi fondanti del nostro Servizio sanitario nazionale, l’uguaglianza e l’equità».
La Cgil fa dunque un appello alla Asl: «In una crisi che investe profondamente il tessuto economico e sociale della nostra provincia siamo a chiedervi di concentrare ogni sforzo per garantire l’universalità di accesso alle prestazioni sanitarie, dapprima facendo ripartire a pieno regime le prestazioni ordinarie con più sollecitudine di quanto è stato fatto per le prestazioni libero professionali e chiedendovi di incrementare il personale, dirigente medico, sanitario e del comparto per garantire il giusto riposo, attraverso la fruizione delle ferie estive, in particolare a quanti sono stati impegnati nel fronteggiare l’emergenza Covid».