La Cgil: «La Asl ignora la legge e non assume 15 impiegati»

14 Aprile 2016

Marcattili segnala «una gestione poco trasparente» e il caso degli addetti all’immissione dati: «Avevano diritto al contratto a tempo indeterminato, ma l’ente si è rivolto ai centri per l’impiego»

TERAMO. La Fp Cgil adombra una gestione poco trasparente del personale nella Asl. Amedeo Marcattili, segretario generale della Fp Cgil illustra un caso, l’ultimo, sottolinea, di una serie che riguardano il personale. Marcattili cita la proroga di un mese della scadenza per il concorso per Oss, a cui si aggiungono «le continue assunzioni tramite Etjca e le cooperative sociali, totalmente discrezionali» o anche le mancate stabilizzazioni di lavoratori ormai da anni con contratti a tempo continuamente rinnovati, come i fisioterapisti. E ora il caso di 15 addetti all’immissione dati.

Marcattili ricostruisce la loro storia. La Asl nel 2013 si rivolse ai centri per l’impiego per assumere direttamente 21 addetti all’immissione dati e 5 centralinisti. Originariamente la richiesta era per un anno, ma furono assunti il 16 febbraio 2015 a tempo determinato. Ad agosto 2015 la Asl ha pubblicato una graduatoria per coprire con la mobilità, a tempo indeterminato i posti per 38 addetti all’immissione dati: si tratta di un passaggio obbligato quando si vuole bandire un concorso o comunque una selezione. «Tredici sono risultati idonei, in teoria i posti da coprire sarebbero stati 25, ma a settembre si sono inspiegabilmente ridotti a 14: per tanti posti è stata fatta richiesta al centro per l’impiego». E qui scatta la prima domanda: «Dove sono andati a finire gli altri posti?», chiede.

Ma non è tutto. Nel frattempo 15 addetti all’immissione dati che avevano lavorato con la Asl sfruttano una possibilità che offre la legge, cioè chiedono il “diritto di precedenza”, che può opporre nelle assunzioni dirette dai centri per l’impiego chi ha lavorato per più di 6 mesi nello stesso ente. «La Asl a questo punto avrebbe potuto già dire che la graduatoria del Cpi non serviva e che i posti erano coperti da chi aveva fatto valere quel diritto», sottolinea il sindacalista, «invece ha fatto un quesito al ministero, il quale ha risposto ufficiosamente che bisogna applicare la legge».

Non solo. Successivamente alla richiesta del diritto di precedenza è stata attivata la piattaforma per i lavoratori della Provincia in mobilità. «Entro novembre gli enti dovevano inserire nel portale i posti disponibili per far incontrare domanda e offerta, ma la Asl questi posti non li ha inseriti», fa notare Marcattili, «sebbene il presidente D’Alfonso abbia scritto a ottobre a tutte le Asl di sospendere i concorsi e di usare il portale delle Province».

Anche in questo caso, afferma il sindacalista, la Asl ha ignorato delle disposizioni. «C’è un atteggiamento fumoso su tutta la questione assunzioni. Non vorremmo, ad esempio, che la Asl non risponda alle nostre sollecitazioni per far passare un anno dopo il quale il diritto alla precedenza si prescrive. Intanto si continua ad assumere tramite le cooperative o tramite Etjca senza selezioni e a costi ben più alti», conclude.

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