La Cgil: sono irrisolti i problemi di organici, mense e trasporti

Il sindacato: «Per la provincia sono stati previsti 200 posti in più ma ne servirebbero altri 400» Chiesto un tavolo di confronto con le istituzioni locali: «Bisogna ascoltare la voce dei lavoratori»
TERAMO. A quindici giorni dalla riapertura delle scuole la Cgil torna a chiedere un tavolo di confronto con le istituzioni locali, con l'obiettivo di affrontare le criticità che ci sono ancora oggi, dal personale agli spazi scolastici, dai turni alla gestione dei trasporti e delle mense. Perché, come evidenziato dal segretario provinciale della camera del lavoro Giovanni Timoteo, la priorità è ripartire con la scuola in presenza, ma in un perimetro di responsabilità che non può non tener conto della voce di chi dentro la scuola ci lavora e dei suoi rappresentanti. «In questi mesi abbiamo più volte chiesto un confronto con le istituzioni», ha detto Timoteo, «perché la priorità è riaprire le scuole. Ma il confronto con chi il mondo della scuola lo vive giornalmente è fondamentale». Tante le questioni sul tappeto e che finora secondo il sindacato non sono state affrontate.
DATE E ORGANICI. «La conferenza delle Regioni aveva deciso di riaprire tutti insieme il 15», ha evidenziato il segretario della Flc Cgil Sergio Sorella, «oggi invece si sta andando in ordine sparso, L'Abruzzo ha deciso di riaprire il 24, ma non ha senso se non si dice cosa si deve fare dal 14 al 23. Per esempio solo a Teramo ci sono 44 plessi scolastici ma si vota solo in un terzo delle scuole, le altre avrebbero potuto riaprire. Va bene aprire più tardi, ma bisogna sapere cosa si va a fare in quei 10 giorni». Una questione fondamentale per Sorella, visto che sono ben 39.052 gli alunni che dovranno rientrare nelle scuole pubbliche della provincia. «C'è poi la questione degli organici», ha aggiunto, «attualmente sono di oltre 4mila insegnanti e oltre 1.200 unità di personale Ata. Ma non tutti questi posti saranno coperti, tanto che nei prossimi giorni si procederà alle nomine annuali per oltre 600 posti». E in ogni caso, per il sindacato, in termini di organici servirebbero numeri ben superiori in questo momento emergenziale. «A livello nazionale sono state messe in campo delle risorse», ha concluso, «per la provincia di Teramo ci sono 200 posti in più, ma ne servirebbero altri 400 circa».
MENSE SCOLASTICHE. C'è poi tutta la questione legata al personale delle mense scolastiche: 250 unità, quasi tutte donne. «Qui ci sono due questioni da affrontare», ha spiegato il segretario della Filcams Cgil Mauro Pettinaro, «da un lato c'è quella organizzativa, rispetto alla quale abbiamo chiesto a luglio una specifica riunione con i sindaci della provincia in quanto i vari protocolli disegnano una geometria di spazi e organizzazione che tra un mese potrebbe portarci ad avere, in ogni comune, una situazione diversa. Dall'altro c'è la questione retributiva. Queste lavoratrici quando il servizio non viene espletato vanno in sospensione dal lavoro. Per questo abbiamo chiesto uno specifico bonus alla Regione».
ASSISTENZA SCOLASTICA. Sul tavolo anche la questione relativa alle oltre 300 assistenti scolastiche che svolgono un ruolo fondamentale nell'assistenza ai bimbi diversamente abili. Lavoratrici che, come evidenziato dal segretario della Fp Cgil Pancrazio Cordone, non hanno le stesse tutele degli altri lavoratori della scuola «e vivono con maggior apprensione il rischio di una recrudescenza del virus». La loro situazione è complessa anche perché il servizio è appaltato dagli enti d'ambito, finanziato dalla Regione e vede come committenti i Comuni, col rischio di uno scaricabarile da parte dei vari enti.
TRASPORTO. Il settore dei trasporti è uno di quelli più problematici, come ha ricordato Aurelio Di Eugenio, della Filt Cgil, interessa «280 autisti di scuolabus, 350 per il trasporto pubblico urbano ed extraurbano». E qui a preoccupare è non solo la modalità di riempimento degli autobus ma anche quella del numero di corse e dell'igienizzazione dei mezzi.
RISVOLTI SOCIALI. «Per ripartire in sicurezza», ha concluso Natascia Innamorati, della segreteria della Cgil, «sono necessari interventi strutturali a tutela dei lavori e delle lavoratrici. Penso anche a strumenti appositi per i disoccupati, gli autonomi. C'è poi la questione femminile, con le donne che rischiano di essere le più colpite in questa situazione».
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