La chiesetta distrutta dal sisma riapre grazie a due cittadini

11 Aprile 2021

Restaurata la cappelletta della Madonnina di Loreto sul Colle, una delle zone più danneggiate I soldi arrivati con un finanziamento del Bim e con le offerte spontanee di residenti e aziende

MONTORIO. Tra la solitudine dei vicoli deserti e le impalcature delle messe in sicurezza delle abitazioni chiuse per il terremoto, spicca sul Colle di Montorio, la parte più antica e maggiormente colpita dal sisma, la nuova veste della chiesetta della Madonnina di Loreto. Colori vivaci e senso di nuovo che hanno acceso un faro di speranza e di rinascita in un quartiere che un tempo brulicava di voci e profumi e che oggi, con i suoi pochi abitanti e una ricostruzione che procede lenta, descrive il dramma di chi ha dovuto abbandonare la propria casa e attende di tornarci.
La cappelletta che domina la parte alta del borgo che è stata ristrutturata e riaperta al pubblico in occasione della Pasqua grazie all’impegno di due cittadini, Annalida Alfonsi ed Elia Di Giamberardino, che hanno voluto restituire un po’ di vita al loro posto del cuore.
La chiesetta del Colle, come la conoscono tutti, simbolo del quartiere, fu fatta erigere da suor Maria Fausta Franceschini come ringraziamento per un miracolo ottenuto dalla Madonna di Loreto. Prima del 2009 era un punto di ritrovo dei residenti per recitare il rosario e partecipare alle messe, scambiare qualche chiacchiera nelle sere estive sulle panchine adiacenti o per fermarsi a pregare la piccola statua della Vergine circondata da fiori di giardino sempre freschi. Una struttura che, però, negli ultimi tempi si era notevolmente deteriorata. «Nella Pasqua di due anni fa ci ha colpito lo stato di abbandono della cappella che rispecchiava l’ambiente circostante, segno tangibile di quello che era accaduto a causa dei terremoti», racconta Di Giamberardino, « così ci siamo messi all’opera». Due anni di lavoro per sanare gli adempimenti catastali e procedere a un restauro completo grazie a un finanziamento di 20mila euro dal consorzio Bim tramite la Pro loco di Piane di Collevecchio e alle offerte spontanee di cittadini e aziende del territorio. «Sono nata qui e anche con il terremoto non ho lasciato il mio amato colle», confida Annalida , «e continuo a prendermi cura dei vicoli e della chiesetta. È un sogno vederla rinata e la speranza è che con essa possa velocizzarsi la ricostruzione e rifiorire tutto il Colle che soffre per l' abbandono». Una riapertura che ha generato grande entusiasmo tra i cittadini che, numerosi, sono accorsi nel tempietto. «Ringraziamo di cuore il Bim per l’importante contributo e la collaborazione preziosa dell’architetto Costantino Martellacci», conclude Di Giamberardino, «appena le restrizioni Covid si allenteranno faremo un’ inaugurazione ufficiale. Siamo felici che il tempietto sia tornato allo splendore di un tempo e che sia un segnale importante di ripartenza per il centro storico e per tutta Montorio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA