«La ciclabile sul Vibrata può attendere»
Di Matteo e Marsili: se prima non si mettono in sicurezza gli argini i fondi stanziati saranno buttati via
ALBA ADRIATICA. «Sì alla pista ciclabile, ma prima la sicurezza del Vibrata». Sulla grande opera di collegamento tra Alba Adriatica e Civitella del Tronto prendono posizione Domenico Di Matteo, presidente del Movimento Civico Val Vibrata e Monti della Laga, e Giuliano Marsili della Task Force Ambientale. Con il forte maltempo della settimana scorsa, il torrente ha eroso gli argini a pochi metri da un impianto del metanodotto adriatico e dal futuro corso del primo tratto di pista ciclabile, già appaltato, che attraverserà l'entroterra albense. Spiega Di Matteo: «La pista è un progetto sostenibile atteso da tempo dai cicloamatori e non solo, ma il primo tratto passerà vicino al letto del torrente in alcuni punti dove è a rischio esondazione. Chiediamo all'assessore regionale Dino Pepe, promotore del progetto, di procedere quindi alla messa in sicurezza degli argini del Vibrata, utilizzando studi redatti da anni da esperti del settore, prima di procedere a realizzare la pista ciclabile. Altrimenti si rischia di "gettare nel fiume" i fondi pubblici disponibili per un'opera importante».
La pista ciclabile, a cui si accederà da via Primo maggio, ha però un'altra criticità da risolvere, «la mancanza di un tratto di collegamento con via Roma e quindi con l'oasi di protezione della fauna della foce del Vibrata e la pista del lungomare». In mezzo, infatti, per i ciclisti c'è la statale Adriatica da attraversare. Aggiunge Di Matteo: «Il momento è difficile per gli enti, quindi gli investimenti vanno eseguiti in maniera ottimale. La pista ciclabile deve rappresentare un'opportunità sia per incrementare il turismo puntando sull'ambiente, sia per intervenire sulla messa in sicurezza del torrente, dando risposte anche ai residenti e alle imprese agricole e artigianali preoccupati per le piene del Vibrata».(l.t.)
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