La circuisce e le sottrae 80mila euro

6 Aprile 2017

Alba, 50enne a processo con l’accusa di circonvenzione di una donna con problemi psichici

ALBA ADRIATICA. L’accusa, tutta da dimostrare nel corso del dibattimento, è pesante: aver circuito una donna con dei problemi di natura psichica e averle sottratto più di 80mila euro nel corso di alcuni anni. L’uomo, un cinquantenne del Teramano, è finito a processo con l’accusa di circonvenzione d’incapace. Ieri mattina davanti al giudice Franco Tetto la prima udienza nel corso della quale sono stati ascoltati come testimoni i familiari della vittima, che hanno raccontato di come la donna sarebbe stata raggirata e derubata dall'uomo. I fatti contestati all'imputato risalgono ad un periodo che va dal 2012 al 2014 quando l'uomo, marito della collaborarice domestica della vittima, sarebbe riuscito a farsi consegnare circa 80mila euro dalla vittima che vive ad Alba. Secondo l'accusa, l’uomo, spacciandosi per rappresentante di prodotti d'abbigliamento, scarpe, borse ed accessori per case di alta moda avrebbe venduto alla donna prodotti con marchi contraffatti di Armani, Dolce e Gabbana, Versace, spacciandoli per prodotti realmente griffati. E tutto dietro il pagamento di somme ingenti di denaro, anche di quattro, cinquemila euro alla volta. Circostanze confermate in aula dai parenti della donna, con il nipote che ha raccontato come in un'occasione l'uomo le avrebbe venduto una borsa con marchio contraffatto a cinquemila euro. Secondo l’accusa l'imputato sarebbe riuscito a farsi consegnare dalla donna anche 7mila euro per fare da mediatore nella vendita di un immobile ad Ascoli e di proprietà della vittima. Immobile che, secondo quanto raccontato sempre in aula dai familiari, sarebbe tra l'altro stato venduto ad un prezzo notevolmente più basso di quello sul mercato. A far partire le indagini, nel 2014, è stata la denuncia presentata prima dai familiari della donna e successivamente dalla stessa vittima. Indagini nel corso delle quali sarebbe emerso come la donna, rimasta ad un certo punto senza liquidità, avrebbe ricevuto dall'uomo un prestito di 1600 euro a pagamento del quale quest'ultimo si sarebbe fatto dare ricariche telefoniche per 900 euro, oltre a diversi oggetti in argento e gioielli che la donna aveva ricevuto in eredità dai genitori. La donna e i familiari, che si sono costituiti parte civile, sono rappresentanti dall’avvocato Antonio Di Gaspare. L’imputato è difeso dall’avvocato Andrea Secone.(d.p.)

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