La Cisal: «Norme ignorate sui lavoratori stagionali»

27 Agosto 2024

Il sindacato denuncia situazioni di sfruttamento nelle strutture della costa: «Contratti e diritti violati, così i giovani non vorranno più lavorare nel turismo» 

VAL VIBRATA. «Troppe ore, salari inadeguati e una Naspi irrisoria». Così Rosario Dalli Cardillo, sindacalista della Cisal Terziario Teramo e Marche, fotografa impietosamente le condizioni dei lavoratori stagionali del turismo impiegati a migliaia, d’estate, nelle strutture ricettive, nella ristorazione e negli stabilimenti balneari della costa vibratiana. «Si ricorre per lo più all’apprendistato, molto conveniente per chi assume, generalmente usato nelle assunzioni stagionali senza la dovuta formazione e in assenza di tutor. Segnalazioni sono giunte al sindacato di casi di irregolarità e sfruttamento di lavoratori che sarebbero impiegati senza il minimo rispetto delle regole. Tra le situazioni più comuni», spiega ancora il segretario Cisal Terziario Teramo e Marche, «la mancata erogazione del trattamento di fine rapporto, che molti lavoratori, soprattutto i giovanissimi, neanche sanno cosa sia e quindi ignorano di averne diritto anche perché non leggono le buste paga. I contratti spesso prevedono 12 ore settimanali, ma in realtà dieci ore questi stagionali le fanno praticamente in un giorno e si sconfina nello sfruttamento. Quest’anno sono in auge i licenziamenti verbali, che interrompono la regolarità dei contratti stagionali. Di veri contratti di assunzione neanche l’ombra, si hanno tanti modelli Unilav consegnati ai lavoratori e spacciati come contratti di assunzione».
Dalli Cardillo vede in questa situazione un pericolo per l’intero settore. «Il nostro turismo è troppo stagionale, i contratti troppo brevi. I giovani di oggi manifestano scarso interesse a impegnarsi a breve termine, ritenendo questo settore poco attrattivo e anche poco remunerativo. Bisogna investire sul turismo tutto l’anno puntando sul miglioramento delle strutture ricettive e dei servizi collegati, con investimenti pubblici per una maggiore fruibilità del patrimonio turistico e una formazione adeguata per i lavoratori del settore». La Cisal avanza quindi nuovamente la richiesta di istituire un osservatorio sul settore e l’attivazione di controlli ispettivi approfonditi attraverso l’incrocio dei vari sistemi di controllo.
«Bisogna convincersi che la regolarità dei rapporti di lavoro conviene a tutti», sottolinea Dalli Cardillo, «non solo ai lavoratori ma anche alle aziende che, in questo modo, potranno godere dei benefici della contrattazione e del sistema bilaterale, come la formazione gratuita dei dipendenti e soprattutto garantirsi personale motivato e qualificato, in grado cioè di accrescere la qualità del servizio e, di conseguenza, il livello di soddisfazione e fidelizzazione del cliente».(red.te)
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