La Cisl: il caos dei bus non è colpa della Tua

11 Ottobre 2022

Il sindacato accusa le scuole: «Ognuna adotta un orario diverso e comunicano continue modifiche»

TERAMO. «La colpa non è della Tua! Solo a Teramo nell’arco di un’ora e mezza sono stati introdotti sei orari di scuola diversi, per coprire la dislocazione periferica degli istituti si impiega 25 minuti e non ci sono più a supporto i bus privati come negli anni pandemici. Inoltre non ci risulta l’aumento degli abbonamenti, ma è stato introdotto il bonus trasporti». Il segretario provinciale della Fit Cisl Antonio Di Michele interviene così in difesa della Tua dopo la protesta di un gruppo di mamme sul cambio degli orari delle corse verso l’entroterra «per accontentare la settimana corta di alcuni indirizzi delle scuole superiori, penalizzando, però, gli alunni delle altre scuole che sono rimasti con l’orario classico», hanno detto, chiedendo «un incremento delle corse o il ritorno all’orario normale» e lamentando «l’aumento del costo degli abbonamenti».
Il sindacato intende chiarire come stanno le cose. «Come Fit Cisl già da tempo avevamo il sentore che prima o poi si arrivasse alla protesta», dice ancora Di Michele, «perché gli istituti superiori di Teramo e provincia adottano ognuno un orario diverso dall’altro, siamo arrivati quasi alla metà di ottobre e stanno ancora chiedendo alla Tua modifiche delle corse perché non hanno ben definito ingressi e uscite». Di Michele continua: «Chi può darci risposte se i presidi non hanno la minima idea di come si struttura l’esercizio del trasporto pubblico locale? Sono a conoscenza che Tua ha a disposizione corse, personale in carenza di organico e mezzi limitati?». La soluzione prospettata è quella di uniformare gli orari di uscita oppure alcuni alunni saranno costretti ad attendere di più l’autobus. «Nel mese di settembre, quando i dirigenti delle scuole si incontrano e decidono gli orari, perché non viene interpellata Tua e anche la parte sociale del settore, così si eviterebbe questo marasma?», si chiede Di Michele, e conclude: «I conducenti vedono stravolto in maniera continua il proprio lavoro perché “ostaggi” di decisioni “ad personam” dei dirigenti dei vari istituti».
Adele Di Feliciantonio