La Cisl: l’assistenza domiciliare non dev’essere data ai privati

TERAMO. La Fp Cisl analizza il momento cruciale per la sanità teramana, puntando sulla «sciagurata volontà» di esternalizzare l’assistenza domiciliare integrata. Il segretario regionale Andrea Salvi...
TERAMO. La Fp Cisl analizza il momento cruciale per la sanità teramana, puntando sulla «sciagurata volontà» di esternalizzare l’assistenza domiciliare integrata. Il segretario regionale Andrea Salvi e quello generale Vincenzo Traniello valutano positivamente l’autorizzazione data dal presidente Luciano D’Alfonso ad assumere o prorogare il personale precario.
Anche se questo non risolve i problemi della Asl «che sta scontando i suoi percorsi virtuosi del passato e, qualora disgraziatamente si realizzassero, sconterebbe più di ogni altra realtà anche quelli più recenti proposti dalla Regione. La sanità teramana è oggi, purtroppo, interessata da una serie di problematiche». La Fp Cita la carenza drammatica di personale alla volontà dell'assessorato alla sanità di realizzare una Asl unica per cui il sindacato sollecita «un percorso di avvicinamento» per una graduale soluzione di problemi derivanti dalla fusione delle 4 Asl «realizzando, per il momento, una centrale unica di committenza regionale lasciando alle singole Asl una propria autonomia gestionale». Il sindacato parla poi della chiusura del punto nascita di Atri, della possibile chiusura del day hospital di endocrinologia sempre ad Atri (forse temporaneamente salvato grazie alla possibilità di assunzioni precarie) e dell’esternalizzazione dell’assistenza domiciliare integrata (Adi). Un servizio che a Teramo nel 2014 ha assistito 2.962 pazienti.
La Fp Cisl ribadisce che la scelta di affidare il servizio all’esterno è scellerata, basta guardare le esperienze negative delle aziende che l’hanno adottata. Salvi e Traniello incalzano: «La continuità assistenziale per i dimessi dalle strutture sanitarie con necessità di prosecuzione delle cure e la presa in carico del paziente prevedono, soprattutto per le prestazioni di media ed elevata complessità assistenziale, un lavoro d'equipe con personale dedicato e medici specialistici e un confronto tra i membri dell'équipe stessa, necessariamente caratterizzato da conoscenza e fiducia reciproca, queste ultime possibili solo utilizzando personale strutturato. Tra l'altro, l'eventuale esternalizzazione non consentirebbe un miglioramento delle prestazioni né un risparmio economico senza un abbassamento del livello qualitativo e neppure un recupero di personale. Tuttalpiù, anche a dimostrazione che la contrarietà alla esternalizzazione non è di natura ideologica né pregiudiziale, se proprio di deve, si esternalizzino i servizi a bassa complessità assistenziale lasciando quelli di media e alta complessità, al personale della Asl che da anni li eroga con elevata professionalità e dedizione». Da qui l’invito a riconsiderare la decisione: «in caso contrario la Cisl Fp adotterà ogni mezzo necessario per la salvaguardia del paziente e al fine di consentire l'erogazione dei livelli essenziali di assistenza». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

