La città ricorda il pilota eroe Bandini

Cerimonia di Teramo Nostra a 13 anni dalla morte sull’aereo caduto mentre spegneva un incendio
TERAMO. La città ricorda l'eroe teramano Stefano Bandini, il pilota morto nel 2005, a 38 anni, a Forte dei Marmi, mentre stava spegnendo un incendio su un canadair della Protezione civile. L'aereo, sul quale Bandini viaggiava insieme al quarantenne collega e amico Claudio Rossetti (di Siena), urtò dei fili - non segnalati - dell'alta tensione e precipitò nel piazzale di un cantiere edile, dove prese fuoco. Solo grazie alle abili manovre dei due piloti non ci fu una strage, perché il canadair, al momento dell'impatto con l'elettrodotto, stava sorvolando case e un ospedale. Per il suo sacrificio Bandini è stato insignito della medaglia d'oro al valore civile e ieri mattina si è svolta una commemorazione alla villa comunale, che è intitolata alla sua memoria. L'iniziativa, come ogni anno, è organizzata dall'associazione Teramo Nostra che ha deposto una corona allora nel punto in cui si trova la targa che ricorda il giovane teramano. L’anno scorso, solo grazie alla tenacia di familiari e avvocati che si sono opposti alla richiesta d’archiviazione fatta dalla Procura di Lucca, è iniziato il processo a carico di tre persone accusata di omissioni a vario titolo che determinarono il disastro aereo. Si tratta di tecnici della sala operativa unificata permanente di Firenze. La Procura sostiene che l’aereo non doveva volare in condizioni di scarsa visibilità, senza collegamento radio a terra e che i piloti non erano stati avvisati della presenza di cavi dell'alta tensione.
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