La città saluta Sorgi parlamentare e teorico dei Focolari

27 Aprile 2018

Ieri pomeriggio nel duomo la cerimonia con esponenti del movimento arrivati da tutta Italia e dall’estero

TERAMO. Affetto, rispetto, commozione. Emozioni palpabili ieri nel duomo, pieno di tanti che nella sua lunga vita hanno conosciuto Tommaso Sorgi. Accanto alla bara coperta di fiori bianchi le figlie Magda, Gabriella e Chiara e, dall’alto, Pinuccio, il figlio scomparso a dicembre. E poi c’era Teramo, città che ha contribuito a far crescere nel suo impegno nella politica – in primis in parlamento – e nell’insegnamento universitario. Ma l’impegno di Sorgi è stato anche più ampio: è stato l’impegno per una fraternità universale in nome di Dio, secondo la spiritualità dell’unità professata da Chiara Lubich di cui è stato stretto collaboratore. E a dargli l’addio c’erano non a caso focolarini arrivati da tutt’Italia e anche dall’estero. C’era anche Alberto Lo Presti, direttore del centro “Giordani”, che Sorgi ha guidato per tanto tempo. Focolarini che hanno voluto, con la direzione di Elena Palladini, contrappuntare con i canti la messa celebrata dai sacerdoti Antonio Forgione, Giovanni D’Annunzio, Valentino Riccioni e Antonio Ginaldi. Le parole più toccanti sono quelle dedicate al padre e alla madre Assunta, scomparsa qualche anno fa, dalla figlia Gabriella: «Ci vorrebbe una favola, una poesia dedicata a te e alla mamma per ringraziarvi non solo di averci messo al mondo ma per averci donato la vita continuamente fino alla fine e siamo certi che continuerete a farlo fino a quando ci ritroveremo in paradiso tutti insieme. Con noi a dirvi il nostro grazie c’è anche Pino, che dal cielo ci unisce a voi più strettamente». La figlia ha ricordato anche le «energie offerte alla comunità civile con competenza, onestà e la passione per l’impegno a servizio della Chiesa e dell’umanità». (a.f.)
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