La città torna a vivere con i tavolini all’aperto di bar e ristoranti

7 Giugno 2020

Più di 40 esercenti hanno chiesto l’autorizzazione: già per 23 c’è l’ok Forse chiude parte di via Comi, via Capuani pedonale dalle 12 all’alba

TERAMO. La fine del lockdown con la riapertura di bar ristoranti che possono occupare più spazi all’aperto sta migliorando l’estetica di molti scorci del centro e della città. Ne è convinto l’assessore comunale alle attività produttive Antonio Filipponi che segue il lavoro degli uffici per rilascio delle autorizzazioni all’aumento delle aree arredate con tavolini, ombrelloni e fioriere.
Sono oltre quaranta i titolari di esercizi pubblici che ha chiesto di approfittare dell’opportunità di allargarsi all’esterno, occupando superfici che possono arrivare anche a 120 metri quadri. Per le prime 23 istanze c’è già stato il via libera da parte del Comune e così in centro si iniziano a vedere angoli arredati per consumazioni all’aperto in punti anche inconsueti. «Una volta rilasciata l’autorizzazione seguiamo anche la fase d’installazione», spiega l’assessore, «e notiamo l’effetto estetico migliorativo in diverse zone». Filipponi sottolinea il lavoro intenso degli uffici e la rapidità di risposta ai proprietari di bar, ristoranti e pizzerie. «La procedura che abbiamo attivato non appesantisce la tempistica», tiene a far sapere, «non serve un anno per l’autorizzazione, la rilasciamo in cinque giorni». La precisazione è un’implicita risposta a chi, come il coordinamento comunale di Italia Viva, nei giorni scorsi aveva affibbiato all’assessore la patente di neocentralista in quanto produttore di una «superfetazione burocratica» rispetto alla maggiore libertà per l’occupazione degli spazi esterni concessa dalle norme nazionali. I fatti, secondo Filipponi, dimostrerebbero che non c’è stato alcun aggravio: anzi, il meccanismo autorizzativo adottato ha evitato soluzioni caotiche anche per la viabilità. In 11 casi tra i permessi rilasciati, quindi poco meno della metà, si è resa necessaria un’ordinanza per la temporanea occupazione di parcheggi o carreggiate, con lachiusura di tratti di strada. «Se fosse bastata una semplice comunicazione», insiste l’assessore, «avremmo facilmente perso il controllo della situazione».
Al momento l’unica interdizione al transito veicolare interessa la parte di via Stazio in corrispondenza del mercato coperto da via Cameli, dove la strada tra l’altro è già da tempo inaccessibile per la presenza di un’impalcatura, fino all’incrocio con via Muzi e via della Pinacoteca. Gli uffici stanno vagliando anche la richiesta di chiusura del primo tratto di via Comi, dall’incrocio con via Carducci fino all’angolo dell’edificio che ospita la sala polifunzionale della Provincia. L’accesso a questa struttura per il trasporto di attrezzature e materiali verrebbe garantito da via D’Annunzio e via Delfico. Un provvedimento specifico interesserà a breve via Capuani che, grazie all’ampliamento degli spazi esterni occupabili dagli esercizi pubblici, concretizzerà la vocazione a «strada del gusto» con la pedonalizzazione dalle 12 alle prime ore della mattina successiva.
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