La Coppa Interamnia riscopre l’austerity: svolta rinviata al 2025

24 Maggio 2024

Comune e Montauti lavorano a un comitato organizzatore istituzionale Filipponi: «Garantirebbe il futuro, ma non è semplice costituirlo»

TERAMO. La Coppa Interamnia di quest’anno, la numero 51 della storia, non sarà neanche lontanamente paragonabile con l’edizione in grande stile e formato extralarge del cinquantennale, che l’anno scorso è stata accompagnata da importanti eventi di spettacolo e da sport diversi dalla pallamano ed è durata due settimane. Si tornerà alle dimensioni temporali classiche (una settimana, dall’8 al 14 luglio) e il budget sarà molto più basso rispetto al 2023, anche a causa dei pesanti strascichi finanziari lasciati agli organizzatori da alcune contribuzioni messe in conto per il cinquantennale ma poi mai erogate.
Quella che doveva essere l’edizione del rilancio dopo gli anni di stop per il Covid, insomma, al momento si è rivelata una palla di piombo al piede della Coppa: l’ennesima di una storia tanto affascinante quanto irta di difficoltà. Ma le cose potrebbero presto cambiare. La numero 51 potrebbe essere l’ultima Interamnia a organizzazione solo privata, perché sembra finalmente in arrivo quella svolta annunciata anni fa dall’amministrazione D’Alberto, ovvero la costituzione di un comitato organizzatore istituzionale, che – se si concretizzasse in modo efficace – garantirebbe un futuro certo e duraturo alla manifestazione. Il patron del grande torneo giovanile di pallamano, Pierluigi Montauti, in questa fase è blindato e, contattato dal Centro, rimanda eventuali interviste alle prossime settimane. A parlare della Coppa che verrà è l’assessore comunale agli eventi Antonio Filipponi, che dichiara: «Sono in corso interlocuzioni tra me, l’assessora allo sport Alessandra Ferri e Montauti. Intanto attendiamo un piano economico dell’edizione 2024 e un report su quanti atleti e accompagnatori arriveranno effettivamente in città per organizzare l’accoglienza. L’idea è di mettere a dormire le squadre nelle palestre delle scuole e non più nelle aule. Le partite del torneo, di conseguenza, si giocherebbero tutte all’aperto. La situazione debitoria scaturita dal cinquantennale? Ne siamo a conoscenza. Certamente va sanata, tanti operatori che ruotano intorno alla Coppa vanno pagati. Guardando oltre, e pensando già al 2025, stiamo cercando di creare questo comitato organizzatore istituzionale che garantirebbe il futuro della manifestazione. Non è una cosa semplice: cambierebbe tutto a partire dal soggetto giuridico, perché l’Interamnia attuale è un evento privato. E poi, oltre al Comune, vanno coinvolti diversi altri soggetti: Regione, Provincia, Camera di commercio, Federazione gioco handball e associazioni».
Insomma, è un processo di una certa complessità che non potrà concretizzarsi prima dell’edizione numero 52. E che, comunque, non porterà assolutamente all’estromissione di Montauti e del suo staff. Filipponi tiene a chiarirlo, dicendo: «Il patron conserverebbe un ruolo centrale, il comitato istituzionale non nasce per sostituire lui e i suoi collaboratori ma per garantire alla manifestazione un sostegno certo. Del resto, è impossibile pensare alla Coppa senza i rapporti e i contatti che ha Montauti nel mondo della pallamano. È lui che porta le squadre di tutto il mondo a Teramo». E, almeno questo è sicuro, ne porterà tante anche nel prossimo luglio.
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