La Corte dei conti: «Serve un codice unico»
Ma la relazione della magistratura contabile sull’attività della struttura commissariale è positiva
TERAMO. Un quadro normativo unitario per la gestione delle ricostruzioni dopo le catastrofi naturali, accompagnato da procedure operative che consentano in primo luogo di valutare la dimensione del danno per programmare l’impegno finanziario e assicurare un’adeguata gestione, in termini di personale e di organizzazione, di questi processi. A conclusione dei controlli sulle attività del commissario straordinario per la ricostruzione post sisma 2016 in Centro Italia, Giovanni Legnini, la sezione di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato della Corte dei conti, dando atto dell’accelerazione e delle semplificazioni attuate negli ultimi due anni, ha auspicato una riforma generale delle ricostruzioni con l’adozione del Codice unico nazionale.
«Si ribadisce la necessità di prestare maggiore attenzione allo studio e alla regolamentazione dell’organizzazione della fase successiva all’emergenza, predisponendo modelli organizzativi e procedurali idonei ad avviare in tempi ristretti la ricostruzione», si legge nella relazione del consigliere Carmela Mirabella, pubblicata ieri sul sito internet della magistratura contabile. «Occorre», si legge ancora, «una riflessione sull’opportunità di mantenere l’operatività della struttura commissariale secondo la prassi delle proroghe annualmente disposte. La definitiva stima dei danni», ora attestata a 27,2 miliardi di euro, «e il completamento della programmazione dei lavori pubblici, rendono piuttosto possibile una previsione di più ampio respiro». Quanto al Codice delle ricostruzioni, sottolinea la Corte, «potrebbe rivelarsi utile il Testo unico sulla ricostruzione privata» in corso di adozione che «attraverso una razionalizzazione della disciplina esistente potrebbe dare certezza, leggibilità e stabilità al quadro regolatorio delle ricostruzioni per i prossimi anni».
«Ringrazio la Corte per l’attività di controllo svolta e per le osservazioni formulate, di cui abbiamo tenuto ovviamente conto, accelerando e accentuando percorsi già avviati, e che hanno giovato al miglioramento delle attività della Struttura», ha sottolineato il commissario Legnini, «la valutazione del danno, che non era stata fatta e che abbiamo condotto edificio per edificio, è essenziale per la programmazione economica e per definire un assetto organizzativo adeguato delle strutture che devono gestire questi processi», ha aggiunto Legnini, concordando sull’opportunità di «un miglior coordinamento delle norme sull’assistenza ai cittadini sfollati con quelle della ricostruzione, su cui hanno un impatto considerevole».(red.te)

