La crisi spinge gli sfratti: l’aumento è del 63%

26 Giugno 2014

In un anno sono passati da 165 a 269, Teramo è seconda solo a Pescara Il Sunia chiede sostegno per chi ha perso il lavoro e non riesce più a pagare

TERAMO. E’ emergenza sfratti nel Teramano. A lanciare il nuovo grido d’allarme è il sindacato degli inquilini Sunia di Teramo che snocciola i dati del ministero dell’Interno relativi al 2013. Il raffronto con il 2012 è impietoso: 269 provvedimenti emessi contro i 165 dell’anno precedente. L’aumento in termini percentuali supera il 63%.

La crisi, manco a dirlo, resta la causa principale degli sfratti: nella quasi totalità dei casi (257) si tratta di morosità per perdita del lavoro e crollo del reddito delle famiglie. Una piaga che investe soprattutto il capoluogo dove si concentrano più della metà (133, 33 in più del 2012) degli sfratti morosi. In aumento, +26,4%, anche le richieste di esecuzione presentate all’ufficio giudiziario. Il quadro, se possibile, è a tinte ancora più fosche se confrontato con quello delle altre province abruzzesi. Peggio di Teramo fa infatti solo Pescara (464 sfratti), mentre sia L’Aquila (169) che Chieti (122) restano a distanza. «Il trend è drammatico, lo dicono i dati, se non s’interviene il 2014 sarà catastrofico», spiega il segretario provinciale e regionale del Sunia Ernino D’Agostino, «l’emergenza poi riguarda Teramo ma un po’ tutti i centri maggiori, specie sulla costa. Già in questi primi mesi dell’anno si sono rivolte a noi decine di persone con procedure non ancora esecutive per chiederci come accedere al Fondo per la morosità incolpevole. E’ gente che ha perso il lavoro, che non ha più reddito e non ce la fa più». Le risorse del Fondo previste dal piano casa, passato in Parlamento circa un mese fa, non sono state ancora ripartite dal Governo alle Regioni e, a cascata, ai Comuni. «Ma proprio i Comuni», spiega il segretario, «potrebbero attivarsi per pubblicare i relativi bandi» e velocizzare le procedure una volta arrivati i fondi da destinare, in sintesi, ai contributi per pagare le morosità ai proprietari in cambio della rinegoziazione del canone di locazione. Secondo il rappresentante del Sunia «c’è poi la necessità di costituire, a partire da Teramo, le agenzie locali per l’emergenza abitativa coinvolgendo le associazioni degli inquilini e della proprietà», così come quella di «introdurre nelle deliberazioni relative a Tasi e Imu misure che escludano gli inquilini dal pagamento della Tasi e agevolino i contratti a canone concordato». Infine, la quarta priorità è di «individuare subito gli alloggi pubblici di Ater e Comuni da recuperare con i 500 milioni previsti nel piano casa. A Teramo gli alloggi popolari ci sono ma non sono utilizzabili. Il mio timore è che i pochi a disposizione serviranno per gli assegnatari di via Longo, dopodiché l’emergenza resta».

Fabio Marini

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