La difesa chiede una casa di cura per Giuseppe Santoleri

21 Marzo 2018

GIULIANOVA. Nei prossimi giorni il tribunale del Riesame di Ancona dovrebbe fissare la data per discutere del ricorso presentato da Giuseppe e Simone Santoleri, 67 e 43 anni, ex marito e figlio della...

GIULIANOVA. Nei prossimi giorni il tribunale del Riesame di Ancona dovrebbe fissare la data per discutere del ricorso presentato da Giuseppe e Simone Santoleri, 67 e 43 anni, ex marito e figlio della 64enne pittrice teatina Renata Rapposelli uccisa e il cui corpo è stato ritrovato in una scarpata di Tolentino. I due sono accusati di omicidio in concorso e sottrazione di cadavere. Padre e figlio, in carcere da due settimane, respingono ogni accusa e chiedono la scarcerazione. Per il padre gli avvocati difensori chiedono, qualora non ci dovesse essere la scarcerazione, la custodia cautelare in una casa di cura o gli arresti domiciliari in considerazione di quelle che i legali definiscono particolari condizioni di salute. Secondo inquirenti e investigatori i due hanno ucciso la donna il 9 ottobre dell’anno scorso quando lei si è recata nella loro abitazione giuliese. E’ successo al termine di una lite scoppiata per questioni economiche, in un contesto familiare di rancore e odio. Poi i due, sempre secondo l’accusa, hanno chiuso il cadavere in una grossa busta, lo hanno nascosto in macchina per qualche giorno, coperto con un grosso scatolone e trasportato fino a Tolentino per liberarsene gettandolo in una scarpata. Ad incastrarli, sostiene l’accusa, le immagini catturate da una telecamera a Porto Sant’Elpidio, intercettazioni ambientali e telefoniche, depistaggi e falsi alibi dei due.