La direttrice sanitaria: sto facendo un grande lavoro

Maria Mattucci replica con una nota ai sindaci Costantini e D’Alberto: «Vi auguro di avere la coscienza pulita come la mia»
TERAMO. Non sono piaciute, alla direttrice sanitaria della Asl Maria Mattucci, le critiche sulla gestione dell’emergenza sanitaria arrivate dai sindaci di Teramo e Giulianova. Così Mattucci ieri ha preso carta e penna vergando una nota che comincia così: «Sindaco Costantini e sindaco D’Alberto, a questo punto della carriera non ho niente da perdere e tanto meno ho da chiedere. Sono stata delegata dall’Unità di crisi e dal direttore generale, che mi ha fortemente voluto in questo, a seguire l’ospedale Covid di Atri. È stato ed è un grande lavoro che è tutto verificabile». Maria Mattucci rivendica altri meriti («In tempi non sospetti ho proposto di blindare la Val Fino. Ho proposto di eseguire tamponi sull’intero territorio. Ho proposto i tamponi per il personale sanitario, mi sono adoperata perché l’Istituto zooprofilattico fosse riconosciuto laboratorio di riferimento. Ho ordinato personalmente il farmaco Tocilizumab. Ho ottenuto, io personalmente, che Giulianova non diventasse Covid»), esprime «rammarico per il personale e soprattutto per i pazienti di Oncologia del Mazzini», dice che al riguardo sta aspettando chiarimenti dal capo dipartimento Carlo D’Ugo, fa presente che «al Mazzini di Teramo c’è ovviamente anche un direttore sanitario, che è il dottor Pietro Romualdi». Poi aggiunge: «Non lavoriamo come degli sciocchi senza avere una organizzazione», e conclude: «Sindaco Costantini e sindaco D’Alberto, non mi posso permettere dispendi di energia perché devo lavorare. Dove sono? Al lavoro, appunto. E sono nota per rispondere al telefono a tutti. I medici che, mi dite, raccontano a voi sindaci, invece che a noi sanitari, le difficoltà, accampando il pretesto di avere paura di me, mi fanno fare finalmente un sorriso. Auguro a voi sindaci di avere la coscienza pulita come ce l’ho io. In giornate di dolore e fatica aiuta molto, sapete?».
Jwan Costantini ha replicato con una nota molto stringata («Questo non è il tempo della polemica ma quello di lavorare»), allegando foto delle donazioni ricevute dal Comune di Giulianova e devolute ad ospedali, strutture sanitarie ed assistenziali e volontari. Più lunga la replica di Gianguido D’Alberto, che ha scritto: «La direttrice sanitaria, piuttosto che rispondere a me e al sindaco di Giulianova, avrebbe fatto sicuramente meglio a rispondere (e dare ascolto), tempestivamente e adeguatamente, alle voci di tutto il personale, medici, infermieri e sanitari tutti che lavorano nei presidi ospedalieri della nostra provincia e che lei avrebbe dovuto coordinare, dirigere e proteggere in questo momento di grave emergenza sanitaria. Ciascuno di loro, oggi, è, dolorosamente, testimone della veridicità delle sue affermazioni. Avrebbe fatto meglio a rispondere non oggi, quando l’emergenza è esplosa in tutta la sua drammaticità, bensì in quelle settimane, in quei giorni passati durante i quali dovevano essere messe in campo varie forme di prevenzione per evitare quanto poi si è verificato». Secondo D’Alberto «ancora oggi di fronte ad un momento drammatico, manca una linea sanitaria chiara, una procedura delineata, un punto di caduta concreto: mi perdonerà se non riesco a credere affatto alla sua risposta in cui ostenta una preoccupante tranquillità, ma piuttosto mi affido alla realtà misurabile e verificabile, oltre che al racconto di chi è stremato dopo giorni di battaglia sul campo».(d.v.)

