La discarica crollata finisce in Cassazione

11 Agosto 2019

Ricorso della procura generale contro l’assoluzione dell’ex sindaco Chiodi e di altri quattro ex amministratori e tecnici

TERAMO. Dopo 13 anni quel crollo attende ancora una verità giudiziaria. Che, probabilmente, arriverà a novembre quando il caso della discarica la Torre approderà in Cassazione. È stata, infatti, fissata per il 7 novembre l’udienza davanti ai giudici della quarta sezione della Suprema Corte chiamati ad esaminare il ricorso con cui la Procura generale ha impugnato la sentenza d’Appello, quella con cui i magistrati aquilani hanno confermato l’assoluzione di primo grado per l’ex presidente della Regione Gianni Chiodi, coinvolto nella sua veste di allora sindaco di Teramo, del dirigente del settore rifiuti della Regione Abruzzo Franco Gerardini e dell’ex dirigente Massimo Di Giacinto. Con lo stesso pronunciamento i magistrati di secondo grado hanno ribaltato la sentenza di primo grado del 2013 laddove c’era stata la condanna dell’allora assessore comunale all’ambiente Berardo Rabbuffo e dell’ex dirigente comunale Nicola D’Antonio (un anno e quattro mesi ciascuno) stabilendo per entrambi una piena assoluzione con la formula del fatto non sussiste. Per la Procura generale, però, le motivazioni alla base del pronunciamento appaiono lacunose, in particolare laddove sostengono che quella frana del 17 febbraio del 2006 non abbia avuto le caratteristiche di un disastro e questo perchè il fenomeno (lo scivolamento a valle di migliaia di tonnellate di terra e rifiuti) interessò solo il sito della discarica dove, si legge testualmente, «a seguito dell’evento non si verificò il decesso di alcuna persona o la distruzione di cose o manufatti, né fu disposta l’interruzione di strade e ferrovie, la sospensione dei servizi pubblici o l’evacuazione di un numero consistente di persone dalle loro abitazioni». Ovvero, hanno ricostruito i magistrati di secondo grado, il concetto giuridico di frana presuppone un evento di danno di proporzioni notevoli che nel caso della discarica La Torre non ci sarebbe stato. Principio giuridico, tra l’altro, più volte ribadito da vari pronunciamenti della stessa Suprema Corte. L’udienza in Cassazione scandisce un’altra tappa di una vicenda infinita con la discarica che, nonostante il trascorrere del tempo, attende ancora di essere bonificata. Solo qualche mese il sindaco Gianguido D’Alberto è stato nominato commissario ad acta per gli adempimenti necessari nell’ambito della convenzione sottoscritta con la Regione che dà il via all’operazione. Il provvedimento ha ufficializzato l’assegnazione al Comune di 2,6 milioni di euro derivanti dal Masterplan e destinati agli interventi necessari per la definitiva bonifica del sito.©RIPRODUZIONE RISERVATA