La dolce morte dell’olandese di Mosciano

Il fotografo Hugo Bussen era innamorato della cittadina dove trascorreva parte dell’anno. L’annuncio sui social
MOSCIANO. Anche lui ha scelto la dolce morte, come Fabiano Antoniani, “dj Fabo”, che è andato in Svizzera per morire con l’eutanasia. Anche Hugo Bussen, 64 anni, gravemente ammalato, ha voluto porre fine a una vita di sofferenza e ha scelto di morire nella sua città, Castricum, in Olanda. La sua storia, però, ci riguarda da vicino, perché Bussen, fotografo d’arte, nell’ultima parte della sua vita è stato molto legato a Mosciano, cittadina che lo aveva adottato e che adesso piange l’amico che non c’è più.
Ma non è stata una sorpresa. Bussen lo aveva annunciato, un mese fa aveva indicato anche il giorno in cui si sarebbe sottoposto all’eutanasia: il 28 febbraio. Negli ultimi mesi, sempre più malato e privo di mezzi, era rimasto in Olanda: gli amici moscianesi avevano cercato di esaudire il suo desiderio di tornare in Italia e rivedere per l’ultima volta la sua amata Mosciano. Non è stato possibile: Hugo Bussen ha portato a termine la su esistenza senza poter riabbracciare gli amici del sua patria adottiva. A Mosciano era arrivato cinque anni fa per una vacanza e si era subito innamorato del luogo, della cordialità degli abitanti, dei paesaggi che ispiravano le sue foto artistiche. Aveva preso una casa dove trascorreva non solo le vacanze estive ma anche altri periodi dell’anno, insieme alla moglie russa e a due cani. E cosi l’olandese artista e un po’ stravagante era diventato di casa a Mosciano, dove aveva stretto una sincera amicizia con tante persone del posto.
Ed è stato uno choc per loro apprendere le intenzioni del loro amico olandese che l’altro ieri, sulla pagina facebook del gruppo “Sei moscianese se” ha mandato l’ultimo saluto. Un testo che il traduttore automatico ha reso in un italiano approssimativo e che, ritradotto, suona più o meno così: «Ciao miei cari amici, un giorno ci rivedremo in un posto meraviglioso. Vi ho sempre amato e non vi dimenticherò. Vi porto tutti con me nel mio cuore e nella mia anima».
Il suo amore per l’Italia e per l’Abruzzo lo aveva dichiarato in altri post sul suo profilo facebook, dove scriveva che il panorama italiano era fonte di ispirazione per il suo lavoro e questo rafforzava il suo attaccamento al nostro paese. All’Abruzzo in particolare, «una bella montagna», scriveva, «in cui la storia sembra ripetersi in ogni villaggio, con le chiese e le cattedrali. L’apertura mentale e la sincerità degli abruzzesi ti danno la sensazione di far parte della famiglia e la sensazione di essere a casa».
Al suo messaggio di addio hanno risposto tanti moscianesi, che hanno espresso il loro cordoglio. «Vorrei ringraziarlo, si ringraziarlo», si legge in uno di questi messaggi, «perché per molti di noi è stato un esempio. Il suo amore verso la nostra Mosciano non può fare altro che renderci orgogliosi e magari imparare ad amarla ed apprezzarla di più, proprio come ha fatto lui con la sua compagna! Mi dispiace non aver potuto fare niente per esaudire il suo ultimo desiderio, quello di tornare nella sua amata Mosciano per l'ultima volta! Non so se davvero esiste qualcosa , se c’è davvero un posto dove tutti noi ci rincontreremo. Bene caro Hugo, se così fosse, riuscirai a vedere da lassù la tua amata Mosciano tutte le volte che vorrai e te lo auguro con tutto il cuore».
«Che malinconia!», si legge in un altro post. «La triste storia di Hugo Bussen ci ha talmente coinvolti che, sapere che non c'è più, è proprio un dolore! Leggere le sue lettere di amore per l'Italia e per Mosciano era una gioia, vedere le sue foto artistiche dove la bellezza di Mosciano veniva esaltata dai colori e dalle sfumature calde e romantiche era una delizia».
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