La Filctem Cgil: «Arbitrario il cambio del contratto»
TERAMO. Lo sciopero indetto nello stabilimento della Lisciani giochi, al quale ha aderito solo il 20% dei dipendenti, continua ad alimentare al polemica fra l’azienda e la Filctem Cgil che contesta...
TERAMO. Lo sciopero indetto nello stabilimento della Lisciani giochi, al quale ha aderito solo il 20% dei dipendenti, continua ad alimentare al polemica fra l’azienda e la Filctem Cgil che contesta le affermazioni della Lisciani sui motivi dello scioperi e sulla sua scarsa riuscita. Nel momento in cui è stato applicato fino a maggio 2017 il contratto nazionale Confapi, l’azienda – sostiene il sindacato – deve applicare il contratto in ogni sua parte, non avendo il potere discrezionale di applicarlo solo in parte, a prescindere dall’iscrizione o meno all’associazione datoriale. «Ne deriva», si legge in una nota della Filctem Cgil, «che l’azienda è debitrice nei confronti dei lavoratori in forza, secondo le disposizioni contrattuali, di arretrati dal 2013, a titolo di elemento di garanzia retributiva». L’azienda sostiene invece di non dovere alcun arretrato ai dipendenti. «La decisione unilaterale di applicare il contratto Cisal», continua la Cgil, «è arbitraria ed illegittima ed ha conseguenze gravi sul salario di tutti i lavoratori, con riflessi in prospettiva (per i futuri aumenti) per i lavoratori già in forza, con riflessi immediati per i lavoratori neo assunti e somministrati». L’azienda aveva inoltre messo in evidenza il fatto che due sigle sindacali si sono dissociate dallo sciopero, «una rivendicazione», sostiene ancora il sindacato, «che si commenta da sola, pertanto ci sembra superfluo aggiungere ulteriori elementi». La segreteria provinciale della Filctem Cgil fa quindi sapere che si riserva di programmare «altre iniziative di protesta nei prossimi giorni, sulla base degli sviluppi della vertenza».

