La Finanza sequestra 126mila mascherine

Sant’Egidio, violano il codice del consumo perché vi è stampata la dicitura “prodotto in Piemonte”
SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA. Dalla Val Vibrata sarebbero dovute partire migliaia di mascherine facciali destinate alla popolazione del Piemonte ma la guardia di finanza di Nereto ha bloccato la merce, stoccata in un laboratorio di produzione tessile di Sant’Egidio, dove sono state sottoposte a sequestro amministrativo 126.600 mascherine facciali prodotte in sub-appalto per conto della Regione Piemonte.
La Regione ha affidato a diverse aziende piemontesi la produzione di parabocca. Una di queste aziende si è servita di una ditta santegidiese la quale, a sua volta, ha delegato a una impresa cinese che opera in Val Vibrata la produzione delle mascherine. Tutto regolare sotto questo punto di vista: solo che i dispositivi lavabili, confezionati singolarmente, oltre al logo e la dicitura “Regione Piemonte”, recavano sull’etichettatura esterna la dicitura “prodotto e confezionato da aziende piemontesi”, quando nella realtà produzione e confezionamento avvenivano a Sant’Egidio alla Vibrata. La sola materia prima, è stato accertato dagli uomini della tenenza di Nereto, era fornita dal committente.
La violazione amministrativa che ha portato al sequestro del materiale, sul quale solo l’autorità garante del mercato potrà porre l’ultima parola, consiste nel fatto che la descrizione del prodotto, che riporta una dicitura non veritiera sulla provenienza delle mascherine, costituisce violazione dei principi stabiliti dal Codice del consumo a tutela dei cittadini i quali, in questo caso, sarebbero stati indotti a credere che la mascherina da indossare era prodotta in Piemonte facendo affidamento alla dicitura stampata sulla mascherina, quando in realtà era stata confezionata altrove.
Alex De Palo
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