La fonte del santuario riapre solo per bagnarsi

I frati dello Splendore chiedono alla Asl il nulla-osta a farla usare ai fedeli nei giorni di festa per il segno della croce e su alcune parti del corpo
GIULIANOVA. Potrebbe tornare a sgorgare, dalla fonte ora chiusa, l’acqua benedetta del santuario della Madonna dello Splendore. La stessa che, secondo la tradizione, proviene dalla sorgente sotto l’altare maggiore nei pressi della sagrestia e che fuoruscì, secondo la tradizione, dove sorgeva l’albero dell’apparizione della Beata Vergine al contadino Bertolino. Da quel lontano aprile 1557, come raccontava il priore don Pietro Capullo dell’ordine dei celestini, quella fonte ha riversato tantissima acqua sui terreni adiacenti rendendoli fertili.
In anni più recenti (1992 e seguenti), pensata da padre Paolino Potalivo, fu realizzata una struttura a forma di tempietto in cui fu convogliata l’acqua che dalla chiesa veniva in precedenza raccolta solo nell’antica vasca posta sotto il pavimento della biblioteca padre Candido Donatelli. In quella fonte, dalla sua apertura, è stata meta di migliaia e migliaia di pellegrini si sono dissetati ed in molti affetti da disabilità hanno effettuato abluzioni di parte del corpo. Tutto questo fino a quando, alcuni mesi or sono, un privato decise di far analizzare l’acqua da un laboratorio convenzionato. La risposta, purtroppo non bella, fu fatta consegnare da un prete a fra’ Simone Calvarese, padre guardiano superiore del santuario. Sono seguite altre analisi ed i risultati non sono mai cambiati. Tant’è che la Asl, dopo un espostodi un privato, ha deciso l’interdizione al consumo dell’acqua stessa facendo apporre diversi cartelli. Fra’ Simone, impiegando risorse della comunità religiosa, ha fatto condurre delle indagini per individuare la provenienza dell’inquinamento, ma le ricerche sono state vane. Rimane da ispezionare il tratto dalla sagrestia all’antico invaso adiacente al giardino.
Intanto, fra’ Simone lancia l’idea. Riaprire i rubinetti durante festività come Natale, Pasqua, 22 aprile e Ferragosto consentendo solo l’esercizio del segno e il bagno di alcune parti del corpo. Tutto questo sotto l’occhio vigile di volontari che già frequentano il santuario. Ma occorre il nulla osta della Asl che è già stata interpellata.
Alfonso Aloisi
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