La Forestale sui piromani: «Poco aiuto dai cittadini»

Il comandante Mancini: «Chi ha visto movimenti sospetti, si faccia avanti» Primo rapporto sul rogo di Spiano, è sotto controllo quello di Colleminuccio
TERAMO. La pioggia, anche se poca, ha sicuramente contribuito al lavoro incessante di vigili del fuoco e volontari della Protezione civile che ormai da più di 48 ore sono alla prese con l’emergenza incendi alle porte di Teramo. Altri due giorni di lavoro incessante dopo il maxi rogo di Ferragosto, quello che ha devastato centinaia di ettari tra Carapollo e le colline di Collurania. Per continuare con quello di Miano che nella giornata del 16 ha terrorizzato i residenti della popolosa frazione teramana. Con un appello a tutti che arriva dai carabinieri forestali: chi ha visto qualcosa racconti, si faccia vivo.
Perché mentre si continua a presidiare vaste zone per evitare che focolai spenti possano riattivarsi (o essere riattivati) le prime ipotesi investigative si concentrano su quella dolosa: da un piromane o forse più di uno. Per ora ancora nessun rapporto è stato presentato in Procura. I carabinieri forestali molto probabilmente nelle prossime ore presenteranno il primo sul rogo di Spiano. «Tutte le indagini sugli incendi», dice Gualberto Mancini, il comandante dei carabinieri forestali, «devono essere fatte non tralasciando nessun particolare proprio perché si tratta di accertamenti delicati. Quello che però voglio sottolineare è la poca collaborazione che avvertiamo da parte dei cittadini. E invece da loro ci aspettiamo maggiore presenza e più collaborazione. Sono zone in cui se passa una macchina che non è del posto tutti lo sanno, tutti la vedono. Ecco: se qualcuno ha visto dei movimenti sospetti, dei passaggi insoliti, delle vetture che non appartengono a persone del posto si faccia vivo con noi».
Intanto da ieri è sotto controllo il rogo di Colleminuccio, quello che nella serata di domenica ha fatto sgomberare svariate abitazioni a scopo precauzionale e allarmato decine di residenti. Sotto controllo anche quello di Spiano che ha divorato decine di ettari. Appare evidente che giungere all’individuazione dei piromani sarà difficilissimo perché hanno agito in zone dove non ci sono impianti di videosorveglianza. E proprio per questo la collaborazione dei cittadini appare di fondamentale importanza: «L’appello a tutti è quello di collaborare», dice Mancini, che anche in questa occasione, torna a parlare di una provincia teramana che non è più un esempio . «Prendo ad esempio l’anno 2007», dice, «in provincia ci furono 64 incendi e la superficie percorsa dal fuoco fu di 194 ettari boscati e 160 non boscati. Ma, soprattutto, la media di ettari percorsi dal fuoco per singolo incendio fu di 5,5 ettari, nettamente al di sotto della media nazionale (21,4) e ancor più di quella abruzzese (77,2): Teramo era ai livelli delle province del profondo nord. Questi numeri sono peggiorati negli ultimi anni e, nel 2021, anche se ovviamente non c’è ancora un dato definitivo posso dire che già ora la media degli ettari bruciati per singolo incendio è molto più alta di quella del 2007».
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