La funzionaria sotto inchiesta «Il mio era soltanto uno scherzo»

24 Giugno 2015

Roseto, parla la dipendente comunale che ha parcheggiato l’auto nel posto riservato al sindaco L’assessore Recchiuti: «Io l’avrei presa a ridere». Il segretario Pd : «Pavone pensi a cose più serie»

ROSETO. «La mia voleva essere solo una battuta spiritosa, nulla più». La più sorpresa per la vicenda che la vede protagonista suo malgrado è la funzionaria del Comune di Roseto, finita sotto inchiesta per aver occupato il parcheggio riservato al sindaco Enio Pavone. A innescare l’indagine della polizia municipale di Roseto, che comunque l’ha multata, è stato un bigliettino che la funzionaria ha lasciato sul cruscotto della sua automobile, su cui ha scritto il proprio nome e cognome seguito dall’ironico “sindaco pro tempore”.

«In realtà il messaggio continuava», svela la funzionaria, «con la frase: “Appena trovo posto la sposto”, il che dimostra la mia volontà di non offendere nessuno. Ad ogni modo ho pagato la multa come ho già fatto in altre occasioni». Resta l’indagine in corso da parte della polizia municipale, al termine della quale sarà redatto un rapporto poi consegnato al sindaco e alla giunta che dovranno decidere se denunciare la vicenda alla procura o se adottare provvedimenti disciplinari nei confronti della funzionaria. Oppure archiviare il tutto dimenticando l’episodio.

«Non riesco a immaginare quale possa essere l’ipotesi di reato», interviene l’assessore Alessandro Recchiuti, avvocato di professione, «per questo mi pare eccessiva anche l’inchiesta, di cui peraltro ho appreso dal Centro, anche perché non ravviso gli estremi per avviare un’indagine». Anche l’assessore Recchiuti interpreta in maniera ironica l’intera vicenda: «Mi sembra una battuta di spirito», osserva l’esponente della giunta Pavone, «anche perché conoscendo la funzionaria non credo abbia voluto mancare di rispetto al sindaco né all’istituzione che rappresenta. Io non me la sarei presa, anzi mi sarei fatto due risate insieme all’autrice del gesto».

«Mi pare evidente che si tratti di un biglietto scherzoso», interviene Simone Tacchetti, segretario cittadino del Pd e consigliere comunale del partito, «io non so neppure chi sia la funzionaria, ma avviare un’inchiesta per un episodio simile mi sembra inutile oltre che ridicolo. Credo che il sindaco Pavone farebbe bene a prestare maggiore attenzione ai veri problemi della città, evitando di depistare l’opinione pubblica spostando il tiro su questioni che non esistono. Ad ogni modo sarei curioso di conoscere quale sarebbe l’accusa mossa contro la funzionaria: l’unica che mi viene in mente è quella di “lesa maestà”. Non oso immaginare quale sarebbe la reazione del sindaco Pavone nel caso qualcuno, per scherzo, gli nascondesse la sua amatissima fascia: probabilmente invocherebbe la ghigliottina».

Federico Centola

©RIPRODUZIONE RISERVATA