La Futurtec chiude, in 15 perdono il lavoro

Corropoli, dei 53 operai 38 saranno riassorbiti da un’altra azienda. Il resto va in cassa integrazione
CORROPOLI. Licenziamenti in vista alla Futurtec. Chiude l’azienda, con la sede legale a Nereto e la sede produttiva a Corropoli, che produce circuiti stampati per le luci a led delle gallerie.
Un’azienda che ha una vita travagliata. Cinque anni fa una prima impresa venne dichiarata fallita. Poi in qualche modo venne rilevata l’attività dall’attuale Futurtec che riassunse tutto il personale dell’azienda precedente. Ma era evidentemente era un numero di dipendenti sovradimensionato rispetto alle esigenze produttive. Tanto che nel corso di questi ultimi cinque anni la Futurtec ha fatti ricorso continuamente alla cassa integrazione.
Ora avverrà un altro passaggio. Dei 53 dipendenti attuali alcuni, la maggioranza, saranno assunti da una nuova azienda. E quindici andranno in cassa integrazione straordinaria per cessazione. E’ la seconda azienda in provincia di Teramo, dopo l’Ipersimply di Teramo, che fa ricorso all’ammortizzatore sociale ripristinato dal governo giallo-verde.
I quindici lavoratori per un altro anno avranno un’entrata garantita grazie alla cassa integrazione straordinaria nella speranza che la nuova azienda li assuma. L’impresa che prenderà il posto della Futurtec infatti riassumerà 38 lavoratori su 53. Ma l’impegno è che se aumenteranno gli ordini e quindi le esigenze di personale nel corso del prossimo anno, la nuova azienda pescherà nel bacino dei licenziati in Cigs.
La Futurtec lavora prevalentemente con l’Enel ma sta cercando di entrare nel mondo dell’automotive e quindi ci sono possibilità di rilancio dell’attività.
Comunque sia, domani al ministero del Lavoro i sindacati firmeranno con l’impresa l’accordo per accedere alla cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività, mettendo al sicuro per almeno un anno tutti i lavoratori. Originariamente il numero di dipendenti che non sarebbe stato riassorbito era maggiore: 20 unità. Ma dopo una trattativa sindacale – la vertenza la seguono Fiom Cgil e Fim Cisl – il numero di coloro che sono rimasti fuori è sceso a 15.
Sempre nel settore metalmeccanico, un’altra azienda che ha deciso di chiudere è la Lavaal di Mosciano, che produce maniglie, con 53 dipendenti. Inoltre la Selta, che produce apparati per telecomunicazioni, ha dichiarato un esubero di 31 dipendenti nella sede di Tortoreto. (a.f.)
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