La Gama vuole licenziare 30 operai su 46

Ancarano, appello di Pepe e Filctem Cgil alla Regione. Ieri sciopero all’Atr di Colonnella per i ritardi nei pagamenti
VAL VIBRATA. Il vice capogruppo regionale del Pd, Dino Pepe, chiede alla giunta Marsilio di accendere un faro sulla crisi in Val Vibrata. Sono diverse le aziende in difficoltà e all’elenco che inizia con la Veco di Martinsicuro, per proseguire con Atr di Colonnella e Selta di Tortoreto, ora di aggiunge la Gama di Ancarano. «Il sindacato ha ottenuto dal presidente Marsilio e dall’assessore al lavoro, Piero Fioretti, l’attivazione del tavolo di crisi alla luce del fatto che la proprietà, il gruppo Lpr Srl di Piacenza, ha annunciato la volontà di procedere a una drastica ristrutturazione che riguarderebbe circa i due terzi dell’attuale organico, 46 unità, al termine del contratto di solidarietà in scadenza il 3 febbraio», sottolinea Pepe, «non c’è più tempo, chiedo con forza che la giunta si attivi al fine di salvaguardare i livelli occupazionali e tutelare così il destino dei lavoratori e delle loro famiglie mettendo in campo ogni iniziativa possibile con una presenza costante dei vertici politici e istituzionali. La Val Vibrata infatti già soffre a causa di diverse crisi aziendali e problematiche varie: urge un intervento dei vertici regionali e, ancora una volta, mi rivolgo a chi è espressione di questo territorio, ovvero l’assessore Fioretti e agli eletti del territorio, urge che facciano sentire la loro voce supportando la Val Vibrata».
Il segretario della Filctem Cgil, Giampiero Dozzi, illustra la situazione della Gama, che produce pasticche per freni, ceduta nel 2016 a un gruppo di Piacenza, che ora ha comunicato che ad Ancarano manterranno solo le commesse Toyota. «Temiamo un impoverimento irreversibile del sito: hanno dichiarato un esubero 30 unità e ritengono che si possa arrivare a un’uscita su base volontaria di 15 unità e sui restanti applicare un altro contratto di solidarietà al 50%. Ma è difficilie trovare volontari. E comunque bisogna avviare un confronto su che fine fanno le commesse infragruppo e sull’uso della cassa integrazione straordinaria». Il 3 febbraio si terrà un incontro in Regione.
Intanto ieri si è svolta la prima di due giornate di sciopero all’Atr. L’adesione è stata superiore all'80%. «Non abbiamo avuto nessun riscontro con l'azienda. A maggior ragione confermiamo il presidio di venerdì per alzare il livello in qualche istituzione», osserva Mirco D’Ignazio (Fiom Cgil). «E’ un segnale molto forte, vediamo se avremo notizie entro venerdì, altrimenti andremo avanti per la strada che abbiamo segnato. Aspettiamo notizie rispetto agli stipendi, per cui adesso non c'è nessuna data», aggiunge Marco Boccanera (Fim Cisl).«La grande adesione dà la dimostrazione del grave problema e della preoccupazione dei lavoratori per il futuro occupazionale e questo deve essere un monito per tutti i soggetti istituzionali», conclude Gianluca Di Girolamo (Uilm Uil). (a.f.)
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