La Gammarana protesta per la cabina Enel
Doveva essere spostata sette mesi fa. Il presidente del comitato di quartiere: «Ora è solo un pericolo»
TERAMO. «La cabina Enel doveva essere spostata sette mesi fa». E' quanto segnala il comitato di quartiere della Gammarana citando un'ordinanza del Comune datata 23 giugno dell'anno scorso in cui si faceva riferimento alla necessità di spostare l'impianto andato in tilt sabato notte e che ha lasciato al buio tutta la zona per dodici ore. Con questa esigenza, infatti, era stato motivato il prolungamento dell'ordinanza di chiusura al traffico di via Marozzi interessata in precedenza da lavori che avevano dettato l'emissione del provvedimento. «E' abbastanza bizzarro che l'interdizione temporanea di una strada pubblica non abbia un inizio e una fine», osserva il presidente del comitato civico Alfonso Marcozzi, «atteso che i lavori di bonifica sono terminati e nell'atto si fa solo menzione allo spostamento della maledetta cabina Enel che al momento della presente giace in situazione di totale pericolo, incuria e disagio continuo per i residenti».
I residenti, dunque, chiedono spiegazioni al sindaco Maurizio Brucchi e all'assessore alla viabilità Mario Cozzi sul fatto che via Marozzi è ancora chiusa a distanza di sette mesi e l'impianto l'elettrico non è stato ancora spostato, ma proprio per la precarietà delle condizioni in cui si trova è saltato nello scorso fine settimana causando il blackout prolungato nel quartiere. «Ora gli interruttori sono stati coperti con teli di plastica per proteggerli da calcinacci e infiltrazioni d'acqua», osserva Marcozzi, «ma la situazione resta precaria e pericolosa». La perdurante chiusura della strada ha ripercussioni anche sulla parallela via Ambrosi che, secondo il presidente, assorbe volumi di traffico eccessivi rispetto alle sue dimensioni. Per questo il comitato civico aveva sollecitato a dicembre misure di messa in sicurezza della carreggiata, per evitare incidenti ai residenti, senza però aver ottenuto risposta dall'amministrazione.(g.d.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

