La giunta di Tortoreto: avanti con il depuratore

L’amministrazione del sindaco Richi: «Non possiamo perdere i soldi stanziati e stiamo già cercando quelli che mancano». Ma l’opposizione dà battaglia
TORTORETO. «Basta polemiche, il nuovo depuratore è per Tortoreto un importante intervento strategico da realizzare al più presto per mantenere alto il livello di qualità delle acque in un territorio legato al turismo balneare». L’amministrazione comunale del sindaco Alessandra Richi, compatta, prende una posizione netta sul nuovo impianto, dopo il consiglio comunale molto teso di mercoledì sera che ha permesso a maggioranza e opposizione di sviscerare il tema insieme ai tecnici del Ruzzo.
A preoccupare, durante l’assise pubblica, è stata soprattutto la notizia che i fondi stanziati dalla Regione permetteranno di finanziare solo una parte dei lavori di realizzazione del nuovo depuratore, costringendo il vecchio impianto a rimanere attivo nonostante questo si trovi in una zona a massimo rischio alluvionale. Il paradosso è che il nuovo depuratore serve proprio a delocalizzare il vecchio a rischio, ma una volta finiti i lavori, nel 2017, non sarà comunque autonomo, perché a portata dimezzata fino a quando non si troveranno cinque milioni di euro oltre quelli già stanziati. Su questo, arriva la rassicurazione: «L’amministrazione comunale si è già attivata e si sta impegnando per reperire i fondi necessari alla realizzazione del secondo lotto funzionale, già contemplato in termini progettuali».
Completamente opposta la posizione della minoranza, che promette ancora battaglia e, con il gruppo consiliare di Tortoreto nel Cuore, dice di aver ottenuto già una prima conquista: «L’approvazione unanime di una commissione formata dal sindaco e dai capigruppo per un incontro in tempi brevi con i presidenti della giunta regionale, di quella provinciale e della Ruzzo Reti per valutare con più attenzione le dinamiche che possano portare ad una rivisitazione del progetto, ovvero la messa in sicurezza e il potenziamento dell’attuale depuratore o siti alternativi meno impattanti con l’ambiente». L’opposizione intera, compreso il consigliere grillino Luca Palanca, in sostanza, non accetta la mancanza di alternative possibili al luogo destinato dal Ruzzo al nuovo depuratore, a monte della fondovalle del Salinello e tra il viadotto autostradale e il nucleo urbano di contrada Salino, dove forti sono le resistenze per le conseguenze negative che l’impianto potrebbe avere sulle attività commerciali della zona e sul tenore di vita dei residenti. Su questo, però, sindaco e Ruzzo sono stati chiari: «A questo punto avanzato dell’iter burocratico, o lo facciamo lì o perdiamo i soldi della Regione».
Luca Tomassoni
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