La grande scommessa di Brucchi «Pedonalizzare il centro storico»

Nel 2016 ci sarà oltre un milione per le manutenzioni e verrà concretizzato l’housing di via Longo «Ottimi i 35 milioni per il recupero dell’ex manicomio, meno i 10 per la funivia dell’università»
TERAMO. «Un anno migliore del precedente». Il sindaco Maurizio Brucchi condensa in queste parole il giudizio sul 2015. I vincoli imposti da «un bilancio difficile» e i minori margini di manovra dovuti agli effetti perduranti della crisi, fotografati ad esempio dal crollo dei permessi a costruire, passati nell'ultimo triennio da 212 a 133, non hanno intaccato la spinta propulsiva del Comune come «volano dell'economia anche provinciale». Lo testimoniano gli investimenti sulle opere pubbliche, pari a 14,5 milioni di euro reperiti senza contrarre mutui e che dimostrano anche la capacità dell'amministrazione di attrarre finanziamenti regionali ed europei. «A volte li abbiamo ottenuti per vicinanza politica», ammette il primo cittadino, «ma altre volte perché siamo stati bravi».
Brucchi snocciola dati che contraddicono i principali capi di accusa mossi dall'opposizione e fanno risaltare il mantenimento della rotta rispetto ai punti cardinali programmatici dell'amministrazione. Per la messa in sicurezza delle scuole sono stati spesi 7,1 milioni di euro nell'ultimo quinquennio. «Più di un milione l'anno», tiene a evidenziare il sindaco, «e nel 2016 l'impegno economico sarà di 1,3 milioni». Nonostante le ristrettezze dei conti, il Comune ha garantito i servizi sociali. «C'è stato un gran baccano per la compartecipazione, all'inizio abbiamo sbagliato il tiro», rivela Brucchi, «ma adesso abbiamo un regolamento che funziona: ogni disabile usufruisce di una prestazione».
La quadratura dei conti è stata possibile grazie a tagli mirati che hanno riguardato i costi del personale, ridotti a poco più del 22% della spesa corrente, e della giunta, con un'ulteriore riduzione del 20% delle indennità. «La spending review l'abbiamo fatta davvero», sottolinea il sindaco, «ma usando le forbici con equilibrio». Lo sfoltimento del parco auto ha fruttato 80mila euro, la stessa cifra servita per rimettere in carreggiata la piscina. Nel rendiconto del 2015 si segnalano anche le esternalizzazioni, come quella relativa agli impianti sportivi e al cineteatro comunale, e l'avvio del bando per la Team, ma non manca qualche nota di amarezza: il sogno infranto del Teramo calcio in serie B e gli appena 871mila euro destinati alle manutenzioni, che hanno risentito della scarsa liquidità dell'ente.
Brucchi, affiancato da una folta rappresentanza di assessori e consiglieri di maggioranza, rende l'idea della fatica finanziaria dell'ente anche attraverso i numeri delle Scia, le comunicazioni d'inizio attività per restauri e interventi edilizi, scese nel triennio da 1.260 a 1.150. Sull'altro piatto della bilancia c'è, però, il saldo positivo rispetto al 2014 per le attività commerciali: le chiusure sono calate da 33 a 21, mentre le aperture sono aumentate da 153 a 158. «E' un piccolissimo spiraglio», osserva Brucchi, «e se i negozi che aprono non sono merito mio, allora non è colpa mia quando chiudono».
Il decoro della città sarà uno dei capisaldi del 2016 con un mutuo di «almeno un milione di euro da destinare alle manutenzioni stradali». Questo appena iniziato sarà anche l'anno della concretizzazione dell'housing sociale di via Longo per il quale il sindaco dichiara partita vinta. «Le prime due palazzine sono state liberate e a giorni partirà la gara», spiega, «per 19 milioni di euro di fondi pubblici». Altri dieci milioni saranno destinati a ulteriori opere, mentre cinque finanzieranno il progetto europeo con cui il Comune ha messo insieme percorso culturale, mobilità sostenibile in centro e banda ultralarga per internet. La sfida della "città del pedone e della bicicletta" non conoscerà più battute d'arresto. «Basta con gli indugi», promette il sindaco, «nel centro di Teramo si circolerà a piedi». Il 2016 porterà anche 35 milioni di euro della Regione per il recupero dell'ex manicomio. «E' l'occasione buona», assicura Brucchi, che gradisce meno i dieci milioni destinati dal master plan di Luciano D'Alfonso alla funivia tra il parcheggio di San Gabriele e l'università. «Forse le priorità erano altre, l'ho detto al governatore», conclude, «ma va bene così».
Gennaro Della Monica
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