La guardia di finanza in Comune per le olive date in beneficenza
Un esposto fa scattare gli accertamenti sulla raccolta fatta su un terreno dell’ente a San Nicolò Di Giovangiacomo: «Ho autorizzato un cittadino bisognoso, non credo di aver violato la legge»
TERAMO. Beneficenza o procedura irregolare? Un esposto fa scattare le indagini sulla raccolta delle olive su un terreno di proprietà del Comune. Ieri mattina agenti della Finanza si sono presentati negli uffici del municipio per acquisire tutta la documentazione relativa all'autorizzazione concessa a un cittadino albanese per raccogliere le olive sul terreno adiacente il palazzetto dello sport di San Nicolò e trattenerne il ricavato della vendita in cambio della manutenzione di uliveto e terreno.
Complessivamente si è trattato di un raccolto che ha prodotto poco meno di cinquanta litri d’olio. Per ora non c’è nessuna inchiesta aperta dall’autorità giudiziaria e nessun indagato, ma solo un esposto sulla base del quale sono partiti gli accertamenti della Finanza finalizzati a verificare la correttezza della procedura che è stata seguita dall’ente pubblico. E’ probabile che nei prossimi giorni, dopo l’acquisizione degli atti, la Finanza rimetta un primo rapporto sulla viocenda.
Ad autorizzare la raccolta sul terreno pubblico è stato l'assessore ai lavori pubblici Giorgio Di Giovangiacomo che ha così spiegato la sua decisione: «E' possibile richiedere al Comune l'autorizzazione a raccogliere le olive, dietro dimostrazione di uno stato di necessità. Nel caso specifico si trattava di un cittadino albanese indigente con tre figli a carico al quale abbiamo subordinato l'autorizzazione alla cura del terreno. Ho creduto di fare della beneficenza, non credo di aver violato la legge per questo. Voglio però spiegarlo anche alla guardia di finanza e per questo chiederò di poter essere ascoltato». L’assessore comunale ha spiegato che in passato la metà del raccolto delle olive concesso ai privati veniva restituito come olio da utilizzare per la refezione delle mense scolastiche comunali, ma da qualche tempo questo non sarebbe più possibile. «Questa soluzione non è più praticabile da qualche anno per via delle norme rigorose subentrate sulla tracciabilità dei prodotti», ha aggiunto l’amministratore comunale, «da qui ho ritenuto di concedere la raccolta delle olive a una persona che si trova in stato di bisogno che ne ha fatto richiesta e che in cambio si è offerta di potare le piante che altrimenti sarebbero state lasciate all’incuria. Mi lascia amareggiato che in questa città succedono cose come il crac della banca Tercas da milioni di euro e nessuno sembra turbarsene e si finisce alla berlina per una cosa come questa. Il raccolto ricavato di quelle piante è stato di 50 litri d’olio, Conteggiando un prezzo di 7 euro a litro il tutto si traduce in 350 euro. Tolte le spese di molitura a questa persona sono finte in tasca 200 euro».(d.p. -m.d.t.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

