La Lega indica Del Paggio

L’avvocato proposto agli alleati come candidato sindaco al di sopra delle parti
TERAMO. Tutto risolto, anzi no. Il confronto tattico in corso nel centrodestra teramano sulla scelta del candidato sindaco per le elezioni del 10 giugno non è finito. Lo sbocco naturale, non tanto per gli equilibri politici quanto per il sentimento popolare, verso l’investitura di Giandonato Morra è rimesso in discussione ma non superato dalla proposta della Lega. Quest’ultima ha messo sul tavolo il nome di Lucio Del Paggio, avvocato di grande esperienza e che in città gode di una profonda stima, senza però aver convinto i potenziali alleati. La decisione, dunque, è stata rinviata a una «riunione nazionale» annunciata per oggi che dovrebbe dirimere il caso Teramo dando l’indicazione definitiva sul candidato. Per il coordinatore regionale della Lega, il neodeputato Giuseppe Bellachioma, che ieri affiancato dal suo omologo comunale Roberto Canzio ha sottoposto la disponibilità di Del Paggio a guidare la coalizione on ci sono dubbi. «Con lui il centrodestra può presentarsi unito», spiega, «e vincere al primo turno».
Il responsabile abruzzese del Carroccio chiarisce che, dall’incontro di ieri pomeriggio all’hotel Abruzzi, non si aspettava risposte definitive. «È una proposta di alto profilo che abbiamo presentato agli altri», tiene a precisare, «ma non si tratta di una candidatura della Lega». Del Paggio sarebbe insomma un’espressione civica capace di superare lo stallo su Morra, su cui la Lega ha posto il veto non per la persona ma per il metodo con cui è stata individuata. «Speriamo che tutti convergano su questo nome», auspica Bellachioma, «dopo la necessaria riflessione delle prossime ore». C’è ancora da aspettare, quindi, anche perché dagli alleati, acquisiti gli attestati di apprezzamento nei confronti della disponibilità manifestata da Del Paggio, non sono arrivate aperture incondizionate alla sua investitura. La prima frenata arriva da Antonio Martino, plenipotenziario di Forza Italia in Abruzzo appena nominato dal coordinatore regionale Nazario Pagano. «Siamo ancora nella fase istruttoria», spiega, affiancato dal coordinatore provinciale Vincent Fanini, «i nomi sono ancora tutti in corsa, compreso quello di Morra e di un possibile terzo candidato: domani (oggi ndr) ci sarà una riunione politica a Roma». Il veto posto dalla Lega, di conseguenza, non ha cancellato la possibilità di una sua investitura qualora i partiti a livello nazionale trovassero un’intesa che vada oltre le elezioni teramane e coinvolgano quelle regionali o in altri comuni capoluogo abruzzesi in cui presto si dovrebbe tornare alle urne. Tra l’altro, il problema della paternità politica della scelta posto dalla Lega per Morra pesiste anche per Del Paggio. L’avvocato, 72 anni, originario di Campli ma ormai teramano acquisito per la sua attività professionale che l’ha portato anche ad essere presidente dell’ordine forense, è stato indicato come figura civica, al di sopra delle parti. Proprio queato, per i partiti della coalizione, potrebbe essere il limite della proposta. Eloquente, al termine della riunione di ieri, è stato anche il silenzio di Paolo Gatti, seduto al tavolo in rappresentanza di “Futuro in”. Il vicepresidente del consiglio regionale ha dovuto lasciare l’incontro pochi minuti dopo il suo inizio per impegni familiari, ma è andato via senza commentare la proposta della Lega. Agli alleati, stando a quanto emerso a margine del confronto, avrebbe chiesto 24 ore di tempo per valutare la proposta con il suo gruppo.
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