La Lega: «No alla candidatura di Morra»

9 Aprile 2018

Il coordinatore Bellachioma proporrà oggi alla coalizione di centrodestra un nome alternativo all’esponente di FdI

TERAMO. Veto della Lega sul nome di Giandonato Morra come candidato sindaco del centrodestra. Un veto che non riguarda la persona – come tiene a precisare il coordinatore regionale del salviniani, il neodeputato Giuseppe Bellachioma – ma il modo con cui questa candidatura è stata proposta. In alternativa, sarà la stessa Lega a indicare un candidato allo schieramento di centrodestra: lo farà questo pomeriggio, alle 15.30 all’hotel Abruzzi, in un incontro convocato da Bellachioma, che però il nome non lo anticipa. «Farò la proposta», spiega il coordinatore leghista, «a mio giudizio molto sensata, di una candidatura non in quota Lega, ma che possa essere condivisa da tutto lo schieramento. Proporrò il profilo di un professionista moralmente ineccepibile».
Basterà per mettere definitivamente da parte l’ipotesi Morrà? Oggi vederemo quale sarà l’accoglienza che partiti e liste civiche di centrodestra riserveranno al nome indicato dalla Lega, ma intanto sulla vicenda Morra Bellachioma vuole precisare un paio di questioni. «La Lega ha detto due cose: per noi il candidato naturale era Paolo Gatti, ma poi lui ha detto di non essere nelle condizioni di candidarsi. A questo punto è stato fato il nome di Morra, indicato da una lista civica, non dal suo partito (Fratelli d’Italia, ndr); abbiamo chiesto che fosse il partito a indicarlo, abbiamo aspettato alcuni giorni, ma non è arrivata alcuna risposta. Noi siamo un partito che a Teramo ha preso il 17%, non possono dirci: questo è il candidato, accodatevi».
Ma ci sono anche altre questioni sul tappeto, che riguardano gli equilibri tra i partiti della coalizione di centrodestra non solo a Teramo, ma in tutto l’Abruzzo. «Fratelli d’Italia ha già il sindaco dell’Aquila», osserva Bellachioma, «e voglio vedere il quadro complessivo regionale». In ballo c’è quindi anche la candidatura alla presidenza della Regione, oltre che le probabili elezioni anticipate ai Comuni dell’Aquila, dove il sindaco Biondi potrebbe essere costretto a gettare la spugna perché non avrebbe più la maggioranza, e di Chieti, visto che il sindaco Di Primio ha detto di volersi dimettere per candidarsi alla Regione. Il caso Teramo, quindi, si inserisce in un quadro regionale in continua evoluzione in cui la Lega vuole giocare un ruolo protagonista, forte del successo elettorale alle politiche del 4 marzo. E tutto questo lascia intendere che il veto su Morra va anche al di là delle modalità, ritenute sconvenienti, in cui è stata proposta la sua candidatura. Ma se in queste ore, in extremis, dovesse arrivare l’imprimatur della direzione nazionale di Fratelli d’Italia su Morra la Lega potrebbe cambiare idea? La risposta di Bellachioma è lapidaria: «No, il tempo è scaduto».
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