La Lega rischia di perdere la rappresentanza in consiglio

7 Luglio 2018

TERAMO. La Lega rischia di ritrovarsi senza rappresentanza in consiglio comunale. Domenico Sbraccia, unico eletto del partito nella coalizione di centrodestra, non ha ancora preso una decisione...

TERAMO. La Lega rischia di ritrovarsi senza rappresentanza in consiglio comunale. Domenico Sbraccia, unico eletto del partito nella coalizione di centrodestra, non ha ancora preso una decisione definitiva su come comportarsi nella seduta d’insediamento, quando dovrà dichiarare la propria appartenenza a un gruppo. Sarebbe naturale che portasse in aula nome e simbolo del Carroccio con cui ha affrontato la campagna elettorale, risultando il secondo più votato in assoluto, ma non è detto che andrà cosi. A Sbraccia non è andato giù il modo con cui Roberto Canzio è stato esautorato dall’incarico di coordinatore comunale del partito. «Non c’è stata né una riunione né tanto meno una telefonata per motivare questa decisione», fa notare il consigliere, «è questo il modo di gestire un partito». Sbraccia non ne fa una questione personale nei suoi confronti o per Canzio, sebbene sia legato a quest’ultimo da un’amicizia che prescinde dai rapporti politici, ma di metodo. «Il coordinatore si può anche cambiare», chiarisce, «ma bisogna spiegare il perché e parlarne con gli altri». Il consigliere non li nomina, ma tira in ballo i dirigenti provinciale e regionale del Carroccio Piero Fioretti e Giuseppe Bellachioma che hanno rimosso Canzio dal suo incarico. «Non possono gestire così il partito», insiste, «se fanno quello che vogliono, non sono d’accordo». Per ora, dunque, Sbraccia resta con la Lega, ma la sua non è un’adesione incondizionata. «Valuterò quello che succede», tiene a precisare, «anche perché i miei voti li gestisco io». Il suo consenso personale, insomma, è svincolato dal partito e il consigliere non intende regalarlo ad altri. «Ho una dignità», afferma, «e non la vendo per la Lega». La rimozione di Canzio, secondo lui, andava condivisa con tutti i candidati al Comune. «Ci hanno messo la faccia», conclude, «meritano rispetto». (g.d.m.)
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