La Lega si spacca, attacco alla gestione in provincia

15 Febbraio 2021

In cinque firmano una nota contro D’Eramo: «Si muove sul territorio teramano senza coinvolgerci e manifesta remissività a vantaggio di Forza Italia e Pd»

TERAMO. Volano gli stracci nella Lega in provincia di Teramo. Cinque esponenti di un certo rilievo del partito (i consiglieri comunali di Giulianova Pietro Tribuiani, capogruppo, e Gianni Mastrilli, il capogruppo nel consiglio di Teramo Domenico Sbraccia, l’ex presidente dell’Asp 2 di Atri Luca Di Pietrantonio e il consigliere dell’Area marina protetta del Cerrano Pietro Palozzo) firmano una nota al veleno contro il segretario regionale Luigi D’Eramo, esprimendo il proprio disagio per come sono state gestite diverse situazioni, dall’annunciato passaggio al Carroccio del sindaco giuliese Costantini alle spaccature interne che hanno portato alle dimissioni di Di Pietrantonio da presidente dell’Asp al possibile patto con il centrosinistra per la presidenza dell’Amp.
La nota dei cinque contenti recita: «Il 2021 è cominciato e sta continuando con un vorticoso giro, ai limiti dell’ipercinetico, sul territorio teramano da parte del segretario regionale, spesso con rimbalzi giornalistici di incontri ad personam con la costante di una “gattizzazione” del partito e con avocazione di decisioni che apparentemente disegnano per la Lega una condizione di “marginalità” nel contesto teramano. Il flirt con Jwan Costantini, da mesi oscillante tra FdI e Lega, quasi ci fosse una concordanza indifferente tra i due partiti con offerte mai esplicitate, ma abbastanza intuibili in un gioco al rialzo; la remissività sulla Asp 2 e l’aver “scaricato” il suo presidente a vantaggio di Forza Italia; la cessione della presidenza al Pd dell’Amp “Torre del Cerrano” (… a noi basta il direttore!) abbisognano di spiegazioni! Per quel che ci riguarda la Lega di Giulianova ribadisce il proprio no a operazioni di breve respiro e non condivise dagli amministratori locali, quella di Pineto rigetta la soggezione al Pd e a Teramo città si vorrebbe diventare co-protagonisti del proprio destino politico, senza soggiacere al vociare di continui commissariamenti».
La conclusione è un invito a D’Eramo a uscire allo scoperto: «Vorrà il segretario regionale assumere pubblicamente posizioni e nel caso coinvolgendo gli amministratori comunali e provinciali dei territori su cui si sta in solitario operando? Le nostre posizioni sono pubbliche e chiare, aspettiamo quelle del segretario regionale!».(d.v.)
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