La Lega: stiamo con Morra ma non siamo comparse

21 Maggio 2018

Il Carroccio: «Scelta responsabile, ma verifichiamo l’attuazione del programma» Fioretti sull’inchiesta degli appalti: ho tante carte, da decenni facciamo denunce

TERAMO. Il sostegno è pieno e convinto, ma non cieco. La Lega mette in campo la sua lista al fianco del candidato sindaco del centrodestra Giandonato Morra, ma ribadisce che non si accontenterà di un ruolo da «comparsa» nel nuovo governo della città. Nella domenica della presentazione dei propri aspiranti consiglieri il Carroccio rilancia il tema della «rivoluzione del buon senso» come punto cardinale dell’azione politica e amministrativa. Quest’orientamento ha spinto il partito, dopo una lunga trattativa e qualche attrito con gli alleati, a convergere sulla candidatura di Morra. Il deputato e coordinatore regionale Giuseppe Bellachioma ricorda di non aver apprezzato il metodo usato in partenza per la designazione. «Da persone responsabili, però, ci siamo seduti, confrontati», spiega, «trovando sintonia in un momento delicato». In Comune c’è bisogno di una «gestione sana e trasparente che tolga di mezzo tutto quello che non fa bene a chi ripone speranza nei partiti». La Lega, dunque, vigilerà. «L’appoggio a Morra», chiarisce il coordinatore provinciale Piero Fioretti, «non ci sottrae dal compito di essere la forza di controllo e verifica sulla buona attuazione del programma».
Nella campagna elettorale leghista irrompe l’inchiesta sugli appalti pubblici che vede coinvolti il consigliere provinciale delegato alla viabilità Mauro Scarpantonio del Pd, un funzionario dell’ente e due imprenditori. «Finora non ho sentito parlare né di ritiro delle deleghe né di dimissioni», osserva Fioretti, «e il primo a presentarle dovrebbe essere il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino». Il coordinatore della Lega rincara la dose nei confronti di Scarpantonio, che come lui è di Controguerra, riferendosi al periodo in cui quest’ultimo era sindaco della cittadina vibratiana. «Ho tante carte, che stanno anche in Procura», rileva, «su situazioni che denunciamo da decenni». L’inchiesta abbraccia anche Teramo e Fioretti invoca la massima chiarezza da parte dell’auspicato futuro sindaco. «Si farà la rotazione dei dirigenti», annuncia Morra, «per certi versi quello che sta succedendo ci ha già spazzato il cortile dalla polvere». Il candidato sindaco, anche in riferimento alle polemiche sulla passata amministrazione mosse dai suoi avversarsi, sottolinea che «rispondo per quello che faccio e che farò, non per quanto fatto da altri». Morra se la prende con gli ex alleati civici dicendo di non capire «il meccanismo per il quale chi si colloca in una posizione autonoma è di colpo rigenerato».
Parole sferzanti le rivolge anche agli ex Ndc che «stavano con il centrodestra a Teramo e si avvicinavano in Regione a D’Alfonso, da cui hanno ricevuto un cioccolatino con un incarico in giunta che durerà ancora un paio di settimane, e al governo appoggiavano Renzi». Il candidato ne ha anche per il civico D’Alberto che «si è messo con il Pd, un partito di cui sabato pomeriggio è stato celebrato il funerale». Con la Lega invece, al di là delle difficoltà dovute al «modo artigianale» utilizzato all’inizio per la sua designazione a candidato sindaco, c’è sempre stato rispetto. «Siete un partito importante», osserva, «non potrete mai fare la parte delle comparse». Il pensiero più commosso Morra lo rivolge all’ex presidente della Regione Giovanni Pace morto sabato pomeriggio. «Sdoganò la destra», ricorda, «era di un’umanità unica e ha girato davvero tutto il territorio». Candidati e dirigenti della Lega si uniscono al suo cordoglio con un minuto di raccoglimento e un applauso. (g.d.m.)
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