La lettera a Brucchi «Sono stato sfiduciato»
Questi alcuni stralci della lettera di dimissioni inviata da Mattucci al sindaco Brucchi. «Egregio Sig. Sindaco, al momento di inviare il mio curriculum per il CdA della Teramo Ambiente, mi posi il...
Questi alcuni stralci della lettera di dimissioni inviata da Mattucci al sindaco Brucchi. «Egregio Sig. Sindaco, al momento di inviare il mio curriculum per il CdA della Teramo Ambiente, mi posi il quesito se sarei stato capace di attendere a un compito così delicato che richiedeva dedizione e impegno. La risposta che mi diedi fu positiva, ispirata dalla voglia di mettermi in gioco e di dare un contributo alla mia città che amo (...). Ti confesso che da subito, al di là della personale cortesia e delle apparenti condivisioni, ho percepito una diversità di vedute all’idea di cambiamento, sia a livello tecnico gestionale che amministrativo (...). Andando avanti mi sono trovato di fronte a situazioni consolidate, rispetto alle quali pur non condividendo molti aspetti, non mi sono sottratto per evitare conseguenze pesantissime per la Team. Il caso di Giulianova è emblematico: solo grazie alle resistenze del sottoscritto siamo riusciti a migliorare alcuni aspetti di un accordo che ritenevo non gratificante per la società. Ma quanto successo con l’organigramma assume i caratteri dell’intollerabilità. (…) Ho ritenuto di chiedere approfondimenti su quale fosse i modello organizzativo più funzionale da un lato a scongiurare aumenti di costo e inefficienze e che, dall’altro rifugiasse dal rischio di operare sulla base di “vicinanze”, contiguità amicali, di logiche insomma non ispirate a criteri meritocratici. Ebbene ho trovato posizioni di contrasto ferme, che poggiavano su una presunta improcrastinabilità e sulla necessità di una immediata approvazione stridenti con quanto fatto in precedenza. (...). Il vulnus è stato totale, giacché sono stato sostanzialmente sfiduciato anche, cosa ancor più grave e significativa, dal Comune che rappresento, visto che l’ing. Bozzelli, altro membro da te designato, ha votato in difformità dal sottoscritto, evidentemente seguendo disposizioni in tal senso. Aggiungo, che in quella occasione, senza alcuna considerazione istituzionale per la figura presidenziale (atteggiamento che spesso è indice di una sensazione di ‘intoccabilita’ e di ‘protezione’), la comunicazione dell’evento venne fatta senza alcuna sottoposizione preventiva al sottoscritto. Queste logiche denotano una diversità di intenti reali per quanto riguarda la gestione ed il futuro della società e rendono impossibile la prosecuzione del mio compito».

